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martedì 27 marzo 2012

Profumo di Libertà

Finalmente me ne approprio.
La libertà.
Quella dell'assenza di senso di colpa nella separazione.
Quella separazione tanto temuta e tanto desiderata.
Potersi allontanare e non aver paura di provocare rotture, in lei ed in me.
...
Come un mare che si prosciuga,
siamo arrivate oltre la riva
la spiaggia e l'acqua
a volte la stessa cosa, a volte completamente separate.
oggi mi godo tre giorni di viaggio, sulla spiaggia, sdraiata da sola.
...
Tutto questo per dire che, dopo la gravidanza ed i tre anni e mezzo di maternità, sono partita da sola per un week end a Ginevra. Tutto bene. Tutto bello. Anche sentirle dire: "mamma, non farlo più, non partire più senza di me".

venerdì 23 dicembre 2011

Confesso che ho pianto...

No vabbè, alla recita non me lo aspettavo.
La recita.
Cioè i canti, ma tutti vestiti da angioletti in bianco con colorati foulards in mano.
Ero tutta d'un pezzo: bella, phonata (o meglio piastrata), truccata, taccata, anche un pò laccata per la serie "guarda che mamma figa e gggiovane e easy che ha mia figlia".
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E invece...
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Lei entra e, a dispetto della canzone che parte, è l'unica a gridare."guarda, mamma, il mio colore preferito....guarda mamma, anche il mio colore non preferito...ciao mamma....mamma, ggneni da me a cantare qui".
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Insomma, che volete, nun gliela potevo fà e ho cominciato a piangere, manco fossi al suo matrimonio. E guardavo il marito il quale aveva gli stessi sbrilluccichini.
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Che mammole.

mercoledì 7 dicembre 2011

Perchè non dici più MONONO?

Scusa, ma quando hai smesso di dire Monono (biberon) e io vieno (vengo) e ho piangiuto (pianto)?
Quando è che hai cominciato a parlare da grande?
Guarda, amica, che se anche sei grande grande ancora non hai raggiunto con la testa il soffitto come Alice per cui ancora sono la tua mamma e ti posso vedere piccola.
Per favore, puoi rimanere piccola?
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Così?
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Tre anni e tre mesi, che meraviglia. Menomale che ancora dici copocopia (fotocopia).

mercoledì 9 novembre 2011

Mavaff'

L'altro giorno è successo un piccolo incidente domestico: Papera mette la gambina sotto il divano mentre gioca con il padre. Il padre cerca di tirarla su dalle braccia e, pensando che lei stia facendo resistenza "per finta", strattonandola le causa una distorsione alla gamba e/o all'anca.
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Corriamo al pronto soccorso pediatrico e, dopo due radiografie, ci confortano che non ci sono fratture, ma la bambina deve stare a riposo senza camminare per sette giorni.
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Torniamo a casa e io, nel vestirla, le infilo un dito nell'occhio. Sembra che nemmeno se ne sia accorta, ma lamenta ancora dolore alla gamba e siamo costretti a darle anche un antidolorifico.
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La faccio dormire con me nel lettone e, presa un pò dall'ansia, veglio letteralmente su di lei per tutta la notte. Notte nella quale lei, invece, dorme beata.
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Si sveglia la mattina in preda al pianto.
"Amore di mamma, che c'è?" , dico amorevole
"Tu...."
"Si, amore?"
"Tu...sei cattiva: mi hai messo un dito nell'occhio!!! Papiiiiinooooo, vieeeeeniiiiiii?"
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...
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Mavaff'

giovedì 6 ottobre 2011

Dietro al vetro

Dietro al vetro sono io e tu sei tu
Non siamo ioetu
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Dietro al vetro vedo che vai da sola e prendi per mano il mondo perchè ti fidi e non hai paura
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Dietro al vetro ti lanci e ti giri raramente per controllare che io ti stia guardando
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Dietro al vetro sei una persona unica, e fai le cose che ti abbiamo insegnato, ma a modo tuo, con i tuoi tempi e i tuoi passi
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Dietro al vetro vedo che canti e chiaccheri e non hai bisogno di me come di una estensione del tuo corpo, perchè tu hai un TUO corpo che si muove nello spazio ed è coordinato ed autonomo.
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Dietro al vetro TI VEDO, e mi sembra la prima volta che lo faccio.
Perchè non sto guardando me, ma TE e questa cosa non è affatto banale e mi sembra una scoperta immensa.
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Dietro al vetro mi innamoro, ancora e ancora.
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Che storia questa prima lezione di nuoto.

sabato 24 settembre 2011

Innocenti evasioni

Ti addormenti un attimo e sono passati mesi e mesi.
Ti svegli e ti accorgi che avete attraversato tempeste, fulmini e saette, ma poi è arrivata la primavera e con lei l'estate e le nubi si sono diradate ed è arrivato piano piano il sereno.
E la grande paura e la grande fatica hanno cominciato ad essere più leggere e meno croniche.
E ti cominci a perdonare ...
E, così, apri gli occhi e ti accorgi di avere davanti una grande bambina di tre anni che dialoga, si interroga, ti sfida e ti osserva attentamente.
E va alla materna.
E al cinema.
E si innamora di un tale che si chiama Tommy.
E si emoziona quando lui la "bacia".
E nuota come un pesciolino.
E ...quasi dorme.
E...quasi dormI.
Che bello.

giovedì 30 dicembre 2010

La vita è adesso

Mia figlia ha due anni e quattro mesi.
.
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"Papà, dai la mano"?
"Tieni, Bambola"
Io: "vedi, Bambola, dicono che questa sia la linea della vita, questa quella dell'amore e "...
"Papà, sei contento"?
"Si , amore, solo molto contento"
"Sei felice"?
"Si, sono felice"
"Si, ma sei felice di essere con noi"?
... ?!
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Io lo giuro che ha detto esattamente così. Ma questi bimbi non saranno, in realtà, solo dei nani di 40 anni?

lunedì 15 novembre 2010

Di intuizioni ginecologiche

Papera, tu lo vorresti un fratellino?

No

Vuoi rimanere sola con mamma e papà ?

Si, tellino nella panscia.

Nella pancia?

Ma....come...dove sta il fratellino?

Nella panscia, mamma, nella panscia!

E che fa nella panscia? (si indica il pancino)

La pappa

Come fa la pappa?

Co' le sise, le sise mamma!

...

Mia figlia è avanti.

lunedì 1 novembre 2010

Gelosia, seconda parte

Questa non l'avevo considerata.

Ho imparato a "tollerare" la gelosia di quei mesi in cui Papera si sbracciava per raggiungere il padre, mentre a me a mala pena mi degnava di uno sguardo.
E' stato molto difficile, considerato l'innamoramento che ho da sempre provato per la mia bambina, ma ho perseguito quelli che mi sembravano i miei obiettivi: darle sicurezza, esserci anche quando ero stanchissima e anche quando lei mi sbatteva in faccia la sua identità femminile alle prese con la conquista del maschile.
Per mesi mi sono anche aiutata con il sapere, con quel poco di intellettualizzazione che funziona in questi casi. E' etologico, mi dicevo, ed, in più, evidentemente Papera mi può dare talmente per scontata che si può permettere di cercare altro.
Non che queste frasi mi abbiano granchè aiutato, perchè c'è sempre pur stata quella vocina (anche intellettuale) che mi diceva che, comunque, lei, in un certo senso e almeno in quel momento, mi stava rifiutando.
Ma ho lavorato su me stessa e ho tollerato alla luce di questa nuova esperienza che ti dà la maternità: metter la felicità e la serenità di qualcun altro prima della tua.
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Poi crescendo la vita mi ha dato ragione e Bambola, conquistatosi il suo papà, si è potuta permettere un attaccamento esplicito a sua mamma, in cui ha potuto verbalizzare anche il suo disagio nella separazione, eccetera.
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Ora, però, mi sembra che la piccola stia un "tantinello" esagerando, anche ammettendo la ricerca di un Edipo un pò precoce ed un pò troppo esplicito:
"Mamma, bbia, bbia"
"Devo andare via?"
"Si, bojo papà"
"Papà sta ancora a lavoro"
"Papààààà...(pianto)"
"Ma c'è la mamma qui con te"
"Noooo, bojo papàààà (aripiange)"
.
"Bella di mamma, vieni qui che ti stropiccio tutta"
"No, papà"
"Ma dai, dammi un bacino"
...
"Ahi! Bambola, ma mi hai dato un morso, mi hai fatto male!"
"Eh eh eh (ride soddisfatta)"
"Bambola, non si danno i morsi, figurati alla mamma"
"Bashta, bashta, ssitta, bojo papà"
.
Aiuto.

martedì 26 ottobre 2010

Ti amo, mamma

"Ti Amo"
"Come?"
"Mamma, ti amo"
"Oddio, che commozione...anche io ti amo, Papera, ti amo tanto"
"Ti amo, ti amo" (ride)
(rido con emozione)
"Ti amo, Papera; che bello, chiamiamo tutti e raccontiamolo"
"Papà, senti che dice tua figlia"
"Ti amo, papà...eh eh eh" (ride)
"Ma tu sei un genio, un'illuminata"
Ah, penso tra me, io sì che ho cresciuto una figlia con facilità alla elaborazione delle emozioni. Lei le può esternare, le può verbalizzare...ah, che bambina.
...
Poi apro internet e osservo con attenzione gli ultimi video visti da Papera.
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Ah !

venerdì 15 ottobre 2010

Manipolatrice 2

Dedicato ai seguaci di "fate la nanna".
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E' vero, noi siamo partiti da qui e, più o meno, siamo ancora allo stesso punto, ma lo sviluppo verbale di Bambola non aiuta.
Come si fa quando una bambina, una prosciuttina di due anni, ti chiama nel cuore della notte e dice:
"Mamma, maaaaaammaaaa"
"Si, bambola, che c'è?"
Apre gli occhi, tende le braccia:
"Coccole"
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Non dormirò mai, lo so.

giovedì 14 ottobre 2010

Manipolatrice

Il papà : "Bambola, vieni a fare colazione"
"No, pappa, no"
"Dai, che è tutto pronto, vieni"
"NO! NO! NO!"
Comincia a urlare
"Non fare i capricci e smetti di urlare"
"NOOOOOOOOO"
"Bambola, dai, finiscila e non mi fare arrabbiare!"
.
(silenzio)
.
"Papà?"
"Si?"
(tono seduttivo) "Papà...sc'hai l'occhi tu, sc'hai l'occhi blu"
"Ehm...come?"
"Belli, sc'hai l'occhi belli"

sabato 18 settembre 2010

Differenze di Genere

Il papà di Papera è, in un certo senso, un uomo all'antica: non approva, ma, soprattutto, non si sente a suo agio, nel mostrare le sue nudità alla figlia, ora appena dueenne. Ogni qualvolta lei entra in bagno, il padre si riveste, sobbalzando e cercando di coprire il "misterioso aggeggio".
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Ho cercato di fargli notare che un atteggiamento del genere rischia di creare un tabù dove non ce ne sarebbe bisogno, ma tant'è. Il risultato di ciò è che Papera ha visto me e se stessa nude, ma mai un uomo.
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Questa estate, al mare, i vicini di ombrellone, hanno un figlio maschio, coetaneo di Papera: Alessio.
La mamma di Alessio cambia il costumino al bambino e il bimbo rimane nudo davanti a Papera.
Lei sgrana gli occhi, poi mi guarda e indica il "piccolo e-ancora-misterioso aggeggio": "cos'èee?"
"Piso", fa lui
"Piso?", commenta Papera
"Si, Piso, eh !"
"Ahh....Sc'hai bua 'a patatina?"

mercoledì 15 settembre 2010

Io ho sonno

Ore 7, lettone, dopo una nottata di risvegli continui.
"Mamma, Io ho sonno"
"Uhm????!!!"
"Io ho sonno"
"Bambolina, (sbadiglio) brava, la tua prima frase (sbadiglio) costruita ...ronf"
"IO HO SOOOONNO"
"E ho capito, anche io ho sonno"
"No, IO ho sonno"
"Ho capito, ma anche IO ho sonno"
"NOOOOO, IO ho sonno"
"Ma, scusa, non posso avere sonno anche IO, dopo che mi hai fatto svegliare un milione di volte stanotte?"
"NO!"
"Ah"
...Bella cosa, l'egocentrismo infantile.

sabato 27 febbraio 2010

Compromessi

L'altro giorno ero a casa della mia amica L.: due figli, a distanza di 22 mesi l'uno dall'altro,, una pausa dal lavoro. Lei mi parla delle sue giornate organizzate tra bagnetti e pappe ed io non posso fare a meno di pensare a lei solo qualche anno fa: una rocchettara cultrice di musica di nicchia, una che alle spalle vanta anche una carriera da atleta di tutto rispetto, una per la quale era "cool" il ragazzo gotico, quello con 2000 peircing e 500 tatoos.

Per carità, la mamma ha sempre desiderato farlo, questo sì. Ma, partendo dalle riflessioni con lei, pensavo a quanto di noi è giusto, è il caso, è desiderabile tenere (e quanto, invece, è il caso di lasciare andare) una volta che si è saltato il "fosso della maternità".

Non vorrei essere fraintesa, non è che io creda che sia necessario lasciarsi alle spalle noi stesse nel diventare madri, anzi. E' che ho l'impressione che spesso e volentieri ciò avvenga quasi "naturalmente". E, forse, tale fenomeno è direttamente proporzionale con la percezione di un qualche tipo di fatica ad entrare nel nuovo ruolo.

Un esempio tra tutti: io sono sempre stata una sorta di teledipendente. E non me ne vergogno. Cioè, sono una persona che mai si sognerebbe di parlare male, per partito preso, della TV. Al momento non ci sono programmi che mi piacciono, va bene, ma io con la TV ci sono cresciuta, mi ha tenuto compagnia e tuttora lego tanti momenti della mia vita a qualche scena di qualche telefilm o cartone animato (un esempio tra tutti: ma voi non ricordate con nostalgia "I ragazzi del muretto"? Per me quelle scene si legano agli odori ed ai sapori della mia prima adolescenza...).

Dunque, soprattutto cartoni e telefilm. Mi piacciono, mi mettono di buon umore, mi tranquillizzano. Quando ero incinta e soffrivo di insonnia cronica, per esempio, avrò visto (e non esagero) almeno 3 volte TUTTE e dieci le serie di Friends. Ne so citare a memoria i dialoghi e, se ci fosse ancora, potrei andare a TeleMike (altro ricordo...ah, che nostalgia!).

Tornando a noi. Questo dato di me cozza con la maggiorparte delle ricerche di sviluppo infantile, per lo meno quelle che si concentrano sullo sviluppo del linguaggio, che giudicano malissimo l'esposizione dei piccoli alla "santa" TV. In pratica l'idea è che la TV passivizzi e che, non corrispondendo agli schemi interattivi del linguaggio tra persone, non ne promuova affatto lo sviluppo. Questo includerebbe anche i famosi "programmi intelligenti", apparentemente creati apposta per i bambini, che, in buona sostanza, non li aiuterebbero (anzi rallenterebbero) lo sviluppo della turnazione, la reciprocità e l'acquisizione della ricchezza tipica del linguaggio verbale reale.

Chiaro, le ricerche vanno sembre contestualizzate, considerando il campione che hanno esaminato e le altre variabili in gioco (tipo: ma quante ore stanno sti bimbi davanti alla TV? e il resto del tempo che fanno? etc...), però una domanda mi nasce spontanea: a me, che il massimo del tempo libero è starmene svenuta sul divano a guardare telefilm mentre mangio e bevo, quanto durerò nel centellinare la TV a Papera che, invece, sembra aver preso questa insana passione proprio da mammà? E quanto è giusto "fami violenza"?

Quanto di noi dobbiamo mettere a tacere se pensiamo non faccia bene ai bambini? E quanto di noi, nonostante le buone intenzioni, passa lo stesso e, guarda un pò, magari viene agito direttamente dai bambini ?

Insomma: dove sta il punto del compromesso?

lunedì 8 febbraio 2010

Facciamo musica !


Ne avevo sentito parlare tanto ed ero quantomeno incuriosita. Così, io e Papera abbiamo cominciato il corso Musica in Fasce dell'associazione italiana Gordon. Lo segnalo perchè l'esperienza merita veramente. Papera, che in altri contesti è un pò restia a seguire regole ed indicazioni, in quel contesto appare quasi un'altra: segue, non fa capricci, sembra proprio un tutt'uno con la musica che la circonda prodotta dall'insegnante/cantante/musicista (?). E mi piace molto il fatto che l'insegnante abbia parlato di "fare musica", non semplicemente di ascoltarla. E' molto bello, poi, il fatto che si faccia qualcosa insieme al genitore, che non sia il "solito" corso per sbolognare il bimbo e via. Insomma, mi preme trasmettere un pò di entusiasmo per l'iniziativa. Provate gente, provate.

lunedì 4 gennaio 2010

Bambina !

Non so come sia possibile che il tempo voli così rapido: un blink ed eccoci qui e tu che non sei più una neonata (ed io non più una neomamma), ma, così, senza preavviso, sei diventata una bambina.
Una bambina!
Che va al circo e guarda gli elefanti e ride quando girano il sederone.
Che gioca a "fare finta" : far finta di cucinare con i tuoi strumenti preziosi portati da Babbo Natale, far finta di dormire, far finta di ridere (ma questa capacità chi te l'ha insegnata?), far finta di piangere (questa sì che so chi te l'ha insegnata!) far finta di bere, far finta di fare la mamma alle tue piccole bambole.
Ora seduci con consapevolezza, dici "Mammà" con diversi accenti a seconda delle occasioni e provochi per osservare le nostre reazioni.
Ora ti arrampichi in ogni dove tanto per sottolienare la tua scarsa somiglianza con tua mamma-vegetale-motorio.
Ora ti tuffi a pesce tanto per far sì che mamma alzi il culone dal divano e, sempre per la stessa ragione, quasi la sollevi di peso con le manine per farla andare dove vuoi.
Ora dici "giù" per dire "su, qui, qua, a destra, a sinistra".
Ora, finalmente, sei nella vera fase mammona della tua vita (ah, che soddisfazione!).
Ora sei una sfida educativa divertentissima e coccolosissima.

sabato 28 novembre 2009

Sul tempo e lo spazio

Prendo spunto da qui per, finalmente, cercare di mettere insieme una riflessione che ho fatto proprio stamattina. E siccome il post citato lo ho letto proprio adesso e, per molte ragioni, ho cominciato veramente a credere nella sincronicità, mi sembra importante tentare di cavalcare l'onda e provare a verbalizzare queste sensazioni che da tanto tempo cerco di mettere (citando il commento di Ondaluna nello stesso post) sotto il tappeto insieme alla polvere.
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Io il parto è l'unica cosa che non ho dimenticato. Quello, in sè, è stato bellissimo e speciale e, in un certo senso, ero preparata. Invece, come avevo già scritto qui, era al dopo che non ero preparata: a quelle separazioni che ho vissuto come coatte e aggressive e violente.
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Stamattina, però, mentre giocavo con Papera, mi è venuto in mente, come mi succede spesso, che io non posso pensare a quei mesi dopo il parto, a quelle lunghe settimane di inizio della nuova vita di Papera perchè se ci penso ho la sensazione di non averle vissute. Mi sforzo, cerco di ricordare come era l'allattamento, tenerla in braccio così piccola, quali fossero le sensazioni, gli odori, come organizzavo il tempo, eppure ho la sensazione di non ricordare. Come se ci fossero delle sensazioni che non posso recuperare perchè non positive, non belle e come, in un certo senso, se io non fossi stata realmente lì: in quel tempo ed il quello spazio.
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Ho la sensazione che, nonostante i miei desideri e le mie aspettative consce, io vivessi delle sensazioni anche spiacevoli e sicuramente (questo si me lo ricordo) mi sentivo immobilizzata in uno spazio e in un tempo che scorrevano velocissimi senza che io potessi stargli dietro. Ce l'avevo queste sensazioni, ma "non ci volevo stare", non potevo accettare che ci fossero, come se avessi più che interiorizzato che quel momento doveva essere bellissimo e meraviglioso e spensierato.
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Una di queste sensazioni era proprio quell'esperienza di separazione del post-partum. Mi sembrava, allora, che tutte le altre separazioni (il fatto di iniziare a lavorare molto presto, il fatto di "doverla" mettere nella culla di notte, etc.) non facessero che ripetere quello strappo traumatico. E allora dai a cercare di recuperare. E a dormire attaccate. E ad acconsentire ad ogni suo minimo "gu" tenendola sempre in braccio, sempre attaccata al seno.
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Eppure mi sentivo immobilizzata. Mi scorreva il tempo tra le mani e tutti quei progetti (baby nuoto, massaggio neonatale, yoga in post partum) che avevo programmato mi sembravano impossibili che "lei non dorme mai", "io non dormo mai", "devo viaggiare da e per lo studio".
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In realtà credo che il tempo e lo spazio di quel primo momento si sia talmente dilatato da invadere tutto il resto.
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Mi viene in mente, allora, che, alle volte, mi sembra quasi di essere ancora lì, come se fosse ieri. Invece erano 15 mesi fa.
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Credo che molte delle difficoltà di Papera di questi mesi, soprattutto quella del sonno, abbia avuto a che fare con questo mio problema a riuscire ad oltrepassare quella soglia e a ricucire qualcosa che ho vissuto, non come un attraversamento lento, ma come un cadere repentino.
Anche le gelosie, probabilmente, hanno a che vedere con un non voler accettare di "essermi costretta" a procedere più velocemente di quanto, in realtà, non sentissi di poter e voler fare.
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Allora, come ora, non riesco a mettere via i vestitini, non riesco a guardare le foto, non riesco, in sostanza, a confrontarmi con "quella me"di quel tempo e di quello spazio che, forse, è stato semplicemente troppo carico di emozioni da poter essere elaborato come pensavo di poter fare.
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E nessuno intorno a me sembrava potersi agganciare a questo vortice per farmelo vedere anche dall'esterno, per aiutarmi a dipanare la complicata matassa.
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Bhè, quasi nessuno...
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Menomale che ci sono i blog.

domenica 25 ottobre 2009

We are (almost) back !

Quasi ci siamo.
Dopo un periodo più o meno buio e più che meno faticoso, cominciamo (spero) a rivedere 'sta famosa luce in fondo al tunnel.
Tunnel che, appunto, invece di attraversare abbiamo deciso di decorare.
Allora ecco che donna Letizia finalmente riesce a pescare dalla sua vecchia ed impolverata creatività e decide che bisogna vivere anche le fasi di mezzo, proprio con il gusto che siano di mezzo.
Per dirla in maniera concreta ho deciso che:
- piuttosto di imprecare perchè la nuova casa non è ancora pronta e io non ce la faccio più a viaggiare (con prole al seguito) tra casa e lavoro/i, abbiamo pre-traslocato a casa di zio buono (nonchè fratello di marito) che abita vicino alla futura casa, nonchè ai nostri due lavori, nonchè a nonne varie, nonchè a tate e baby sitter di ordinanza. Il solo quesito di queste settimane è stato: perchè non ci ho pensato prima?
- piuttosto che rodermi per le battute e le ingerenze delle nonne, ho assoldato nuova e giovane e fidatissima (in quanto membro della famiglia) baby sitter che ha spodestato automaticamente nonne invadenti.
- piuttosto che ammazzarmi di sensi di colpa per il troppo lavoro, ho deciso di terminare questo semestre con la collaborazione extra e di tentare di interromperla nel prossimo. Il rischio di perdere tutto c'è e quindi per questo anno saremo formichine e niente viaggi all'estero (che per noi implicano il salto di continente)
- piuttosto che deprimermi perchè è la terza volta in un mese che sia io che Papera prendiamo l'influenza con la febbre alta, mi sono costretta a ricordare quanto mi piaceva da piccola ammalarmi e farmi coccolare ed ho cercato di replicare con Papera che, nonostante la sua giovane età, è riuscita ad accettare i tempi più lenti, i pomeriggi a casa, la tele e una mamma ancora meno recettiva e sveglia del solito.
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Insomma...resistiamo e cerchiamo di godercela che poi, come dice sempre la mia bionda amica: "life is what happens while you are making plans".

martedì 1 settembre 2009

Bipede !

Che squillino le trombe.
Che suonino le campane.
Abbracciamoci e baciamoci.
Facciamo fare un altro giro alla macchina di Santa Rosa.
....
Perchè oggi la MIA bambina per la PRIMA volta HA CAMMINATO DA SOLA !!!!!!!!!!!!!!
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Da sola si è alzata da terra (questo lo aveva fatto anche prima), si è piazzata a gambe divaricate, mi ha guardato mentre le dicevo : Vieni, vieni e le porgevo le braccia e, nonostante fosse un pò scettica, si è buttata e ha fatto 2/3 passetti verso di me.
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Il tutto ripetuto per circa un milione di volte nel pomeriggio.
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Mamma e papà ne danno notizia gonfi d'orgoglio.
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