E' quasi un mese che non aggiorno il blog.
Fa anche strano dirlo, ma, dal ritorno a Roma, non ho avuto un secondo di tempo libero. Oltre alla solita attività privata, a settembre ho ripreso anche una collaborazione professionale che "mi ero concessa" di lasciare in stand-by per tutto il primo anno della Papera.
A questo aggiungiamoci la ricerca di non impazzire dietro ai lavori della casa nuova e il fatto che Papera ha ripreso a svegliarsi ogni due ore (probabilmente non casualmente).
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Allora, da quattro settimane, mi sembra di essere in una dimensione parallela: lavoro-lavoro-accudisco Papera-rilavoro quando lei si addormenta-compro e prendo decisioni per la casa.
E non riesco a finire nulla. Sono sommersa di e-mail per cose che mi ricordano di fare e che proprio dovrei fare (!), sto lasciando molto più Papera e mi sembra di starmi perdendo il mondo e, soprattutto, non ce la faccio più.
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Per poter vaccinare la bambina mi sono dovuta dare malata.
E mi sento in colpa verso di lei e verso me stessa.
Per non parlare dell'oblio completo nei confronti di Marito che passa automaticamente e crudelmente in terzo e quarto piano.
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Ma io non ce la faccio proprio.
Vedo le altre mamme e mi chiedo come facciano, quale sia il segreto, se il loro bambino dorme o da dove prendono tanta energia (ma come fate???).
A me sembra di essere prosciugata e la cosa che mi spiace di più è di non godermi i momenti preziosi della sua crescita perchè, magari, sono presa dalla mia stanchezza.
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Insomma non trovo il capo della matassa.
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Allora mi "intrippo" con progetti tipo tenere solo l'attività privata, ma poi mi assale il timore e questa ansia che contraddistingue la nostra generazione alle prese con una crisi economica globale e che mina tutte le certezze.
Insomma mi avviluppo nelle pippe mentali e mi stanco ancora di più. E non riesco a fare le cose che mi danno piacere, come visitare i blog delle mamme ed, eventualmente, scrivere il mio.
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Quale soluzione?
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Ah, oggi è anche il mio compleanno ! Che allegria, eh?
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domenica 27 settembre 2009
domenica 7 giugno 2009
Desiderio di duplicità
La nottata tra giovedi e venerdi Papera si è svegliata 250 volte.
In realtà niente di nuovo, ma è stata una di quelle nottate in cui al massimo riesce a dormire un'ora di seguito e poi passa il resto del tempo a lagnarsi (quando sta nel lettone con noi) o a piangere disperata (se sta nel lettino da sola).
Sommate avrò dormito quelle 3/4 ore che un tempo mi vrebbero stesa per due giorni.
Sveglia definitiva alle 6 con continue lagnette, per cui decido che, forse, è meglio andare a fare compagnia ai negozianti sotto casa che aprono alle 7,30 e, soprattutto, a cercare di assumere una dose di caffeina al bar.
Decidiamo che, allora, è meglio ottimizzare e ci rechiamo: dal fornaio, dal verduraio, dal giornalaio, in farmacia. Ci avventuriamo fino anche in pescheria perchè, che fai, non compri la soglioletta fresca che è venerdì? Già che ci sono compro cibo anche per Marito che si è messo a dieta e faccio anche una scappata al parco dove, ovviamente, vista l'ora, siamo le uniche sfigate.
Torniamo a casa e: metto a dormire la Papera per i suoi 20 minuti, lavo la verdura, preparo il brodo vegetale e il pesce per il suo pranzo, metto a posto un pò casa, gioco con lei che intanto si è svegliata. Mentre mi accingo a inserire l'ultimo piatto in lavastoviglie, mi accorgo che sono le 11 e sono riuscita a fare tutto. Tutto.
Ah, che bello, penso. Mi sale quella soddisfazione di aver tutte le cose "sotto controllo" e quella sorta di leggerezza mentale data dalla stanchezza. Ora, penso, mi posso rilassare. Volendo, se lei dopo pranzo si abbiocca, potrei anche farmi un sonnellino ...
Poi mi rendo conto e mi arriva una botta di consapevolezza.
Ma io, ora, devo andare a lavorare, cioè devo uscire, andare a studio e INIZIARE TUTTA LA MIA GIORNATA LAVORATIVA....
...Oddiomio.
In realtà niente di nuovo, ma è stata una di quelle nottate in cui al massimo riesce a dormire un'ora di seguito e poi passa il resto del tempo a lagnarsi (quando sta nel lettone con noi) o a piangere disperata (se sta nel lettino da sola).
Sommate avrò dormito quelle 3/4 ore che un tempo mi vrebbero stesa per due giorni.
Sveglia definitiva alle 6 con continue lagnette, per cui decido che, forse, è meglio andare a fare compagnia ai negozianti sotto casa che aprono alle 7,30 e, soprattutto, a cercare di assumere una dose di caffeina al bar.
Decidiamo che, allora, è meglio ottimizzare e ci rechiamo: dal fornaio, dal verduraio, dal giornalaio, in farmacia. Ci avventuriamo fino anche in pescheria perchè, che fai, non compri la soglioletta fresca che è venerdì? Già che ci sono compro cibo anche per Marito che si è messo a dieta e faccio anche una scappata al parco dove, ovviamente, vista l'ora, siamo le uniche sfigate.
Torniamo a casa e: metto a dormire la Papera per i suoi 20 minuti, lavo la verdura, preparo il brodo vegetale e il pesce per il suo pranzo, metto a posto un pò casa, gioco con lei che intanto si è svegliata. Mentre mi accingo a inserire l'ultimo piatto in lavastoviglie, mi accorgo che sono le 11 e sono riuscita a fare tutto. Tutto.
Ah, che bello, penso. Mi sale quella soddisfazione di aver tutte le cose "sotto controllo" e quella sorta di leggerezza mentale data dalla stanchezza. Ora, penso, mi posso rilassare. Volendo, se lei dopo pranzo si abbiocca, potrei anche farmi un sonnellino ...
Poi mi rendo conto e mi arriva una botta di consapevolezza.
Ma io, ora, devo andare a lavorare, cioè devo uscire, andare a studio e INIZIARE TUTTA LA MIA GIORNATA LAVORATIVA....
...Oddiomio.
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