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giovedì 14 ottobre 2010

Manipolatrice

Il papà : "Bambola, vieni a fare colazione"
"No, pappa, no"
"Dai, che è tutto pronto, vieni"
"NO! NO! NO!"
Comincia a urlare
"Non fare i capricci e smetti di urlare"
"NOOOOOOOOO"
"Bambola, dai, finiscila e non mi fare arrabbiare!"
.
(silenzio)
.
"Papà?"
"Si?"
(tono seduttivo) "Papà...sc'hai l'occhi tu, sc'hai l'occhi blu"
"Ehm...come?"
"Belli, sc'hai l'occhi belli"

lunedì 4 gennaio 2010

Bambina !

Non so come sia possibile che il tempo voli così rapido: un blink ed eccoci qui e tu che non sei più una neonata (ed io non più una neomamma), ma, così, senza preavviso, sei diventata una bambina.
Una bambina!
Che va al circo e guarda gli elefanti e ride quando girano il sederone.
Che gioca a "fare finta" : far finta di cucinare con i tuoi strumenti preziosi portati da Babbo Natale, far finta di dormire, far finta di ridere (ma questa capacità chi te l'ha insegnata?), far finta di piangere (questa sì che so chi te l'ha insegnata!) far finta di bere, far finta di fare la mamma alle tue piccole bambole.
Ora seduci con consapevolezza, dici "Mammà" con diversi accenti a seconda delle occasioni e provochi per osservare le nostre reazioni.
Ora ti arrampichi in ogni dove tanto per sottolienare la tua scarsa somiglianza con tua mamma-vegetale-motorio.
Ora ti tuffi a pesce tanto per far sì che mamma alzi il culone dal divano e, sempre per la stessa ragione, quasi la sollevi di peso con le manine per farla andare dove vuoi.
Ora dici "giù" per dire "su, qui, qua, a destra, a sinistra".
Ora, finalmente, sei nella vera fase mammona della tua vita (ah, che soddisfazione!).
Ora sei una sfida educativa divertentissima e coccolosissima.

martedì 14 luglio 2009

Eppur si muove...

Pensavo che il traguardo del gattonamento sarebbe stata una passeggiata, così come il fatto di fare i primi passetti..."che ci vuole, li aiuti e via..." , mi dicevo. Sinceramente non capivo nemmeno molto perchè le mamme dicessero di dover stare dietro ai gattonamenti dei figli a distanza ravvicinatissima...E poi tutta questa detta stanchezza...Mah!
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Ma come ho potuto ? Cooooome non mi sono potuta rendere conto ? Coooome mi sono permessa???
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Papera, che ormai da tempo gattona felice sculettando il suo caraibico posteriore, ha da poco compreso che può arrampicarsi da sola, non solo nel box come fa da mesi, ma su QUALSIASI superficie verticale. Liscia, ruvida, con maniglie, senza maniglie, bollente, gelida, etc etc... Credo che sotto sotto mediti di potersi muovere anche a testa in giù sul soffitto come Spider Man.
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Ora, questa sua velleità fumettistica richiede di starle al massimo a 10, 20 centimetri di distanza perchè se è vero che si muove da sola, è anche vero che ha una capoccia ancora bella grossa e pesante e che sfida di continuo la forza di gravità. In più nulla le interessa di più di cavi elettrici, prese della luce, fuochi accesi, lampadine e oggetti puntuti e spigolosi. Se può, ama appostarsi sotto il tavolo e sedie in punti dove solo lei può arrivare.
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In più gli arrampicamenti, i passetti tenuta per le manine e i gattonamenti non avvengono, come chissà perchè pensavo, in una successione ordinata e ragionevole (tipo a casa e nel giardino degli zii si, ma sul marciapiede sotto casa sulla cacca dell'alano no), ma in un caos permanente tendente all'entropia del tipo: sono in braccio,ma ora mi lancio a fare un passetto, ma poi mi allungo per terra e gattono e poi mi arrampico e mamma, dai, ancora in braccio....e via così...
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Vedete, io peso 50 kili scarsi e mia figlia, a nemmeno 11 mesi, quasi 11. Fate un pò voi la proporzione...

sabato 20 giugno 2009

10 mesi !


Auguri Paperotta, che oggi compi 10 mesi!
In questi primi 10 mesi di vita tu hai imparato:
- a girarti, alzarti seduta, alzarti in piedi, gattonare e mangiare con il cucchiaino e bere con il bicchiere
- che ti piace il gelato, ma soprattutto il ghiacciolo
- a guardare Friends in lingua originale, ancora ed ancora
- ad andare sull'altalena
- a ridere a crepapelle, soprattutto quando vai in altalena e quando la tua mamma sculetta davanti a te
- a chiamare Mmmammma quando vuoi ottenere qualcosa
- a chiamare Papapa quando vuoi che il papà ti prenda subito in braccio e ti porti in giro
- a sorridere a tutti i passanti per farti salutare
- a fare "ciao ciao" con la manina, obbligando tutti a risponderti
- a fare le puzzette e subito dopo a ridere soddisfatta
- ad indicare dove vuoi andare con il dito
- a metterti sul passeggino come se fossi in poltrona a vedere un film (un pò tamarra anche)
- a fare la pipì nel momento in cui ti si toglie il pannolino e a scappare sul letto per non fartelo rimettere
- che i bambini sono tuoi simili e che potete parlarvi in uno strano linguaggio che conoscete solo voi
- che la mamma è quella che dà quei baci umidi a tutta faccia e che ne sta sempre a pensare una nuova, mentre il papà è quello calmo che ama tanto Stevie Wonder
- che Ben Harper è sedativo
- che "Generale" di De Gregori ti fà dormire
- che i dentini non ti fanno dormire
- che in generale dormire non ti piace e non ti capaciti del perchè si debba farlo quando è buio
- che il lettone di mamma e papà è la quintessenza della serenità
- che quei due sono pazzi, ma proprio pazzi di te
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Io, in questi tuoi primi 10 mesi di vita, ho imparato:
- che la tua faccia è lo spettacolo più bello del mondo e starei ore a guardarla
- che quando dormi metti la bocca con gli angoli all'ingiù
- che ti piace essere abbracciata
- che non ti piace andare in macchina
- che forse non è il caso di farti vedere Friends in lingua originale ancora ed ancora come quando stavi nella pancia
- che sei uguale a Marito, ma hai il sorriso di mio padre e il mio temperamento
- che ci piace stare "vicine vicine" la notte
- che farti ridere a crepapelle è grossa soddisfazione
- che così ti faccio ridere solo io, ah ah !
- che bisogna "curarti" le pieghe del collo come agli sharpei
- che un ciuccio può veramente salvarti la vita
- che sono gelosa di te molto più di quanto non sia stata di Marito
- che ti arrivano tutti i miei umori, buoni e cattivi che siano
- che sono orgogliosa di averti fatto fare quasi la "vagabonda" dai tuoi primissimi mesi di vita
- che questo è il viaggio più difficile, ma più incredibile che potessi immaginare
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...che questi post melensi devono anche essere il frutto della stanchezza!

domenica 7 giugno 2009

Desiderio di duplicità

La nottata tra giovedi e venerdi Papera si è svegliata 250 volte.

In realtà niente di nuovo, ma è stata una di quelle nottate in cui al massimo riesce a dormire un'ora di seguito e poi passa il resto del tempo a lagnarsi (quando sta nel lettone con noi) o a piangere disperata (se sta nel lettino da sola).

Sommate avrò dormito quelle 3/4 ore che un tempo mi vrebbero stesa per due giorni.
Sveglia definitiva alle 6 con continue lagnette, per cui decido che, forse, è meglio andare a fare compagnia ai negozianti sotto casa che aprono alle 7,30 e, soprattutto, a cercare di assumere una dose di caffeina al bar.

Decidiamo che, allora, è meglio ottimizzare e ci rechiamo: dal fornaio, dal verduraio, dal giornalaio, in farmacia. Ci avventuriamo fino anche in pescheria perchè, che fai, non compri la soglioletta fresca che è venerdì? Già che ci sono compro cibo anche per Marito che si è messo a dieta e faccio anche una scappata al parco dove, ovviamente, vista l'ora, siamo le uniche sfigate.

Torniamo a casa e: metto a dormire la Papera per i suoi 20 minuti, lavo la verdura, preparo il brodo vegetale e il pesce per il suo pranzo, metto a posto un pò casa, gioco con lei che intanto si è svegliata. Mentre mi accingo a inserire l'ultimo piatto in lavastoviglie, mi accorgo che sono le 11 e sono riuscita a fare tutto. Tutto.

Ah, che bello, penso. Mi sale quella soddisfazione di aver tutte le cose "sotto controllo" e quella sorta di leggerezza mentale data dalla stanchezza. Ora, penso, mi posso rilassare. Volendo, se lei dopo pranzo si abbiocca, potrei anche farmi un sonnellino ...

Poi mi rendo conto e mi arriva una botta di consapevolezza.

Ma io, ora, devo andare a lavorare, cioè devo uscire, andare a studio e INIZIARE TUTTA LA MIA GIORNATA LAVORATIVA....

...Oddiomio.

giovedì 28 maggio 2009

Stessa spiaggia, stesso mare



Ieri ho portato Paperotta, per la prima volta, in spiaggia.

Ho caricato lei, passeggino, pranzo, merenda, acqua, succhi, creme e cinquanta borse per ogni evenienza e convinto anche amica S. a caricarsi anche lei la sua bambina e le sue cinquanta borse per passare insieme due/tre ore sul litorale romano.

Mezz'ora di macchina per arrivare in uno stabilimento meravigliosamente deserto in un lavorativo giovedi mattina (meraviglie della libera professione).

Ombrellone, lettini e cappellini per il sole. Insomma attivato tutto il rituale per un'estate che si rispetti per poi scoprire che se tua figlia ancora non cammina la spiaggia è un pò più faticosa considerando che: 1) il passeggino di cui sopra sulla sabbia, appunto, si arena e con lui il suo contenuto, cioè Paperotta e suppellettili; 2) una bambina di 10 kili che non conosce il mare, alla vista dell'acqua si sovra-eccita, e si comporta come il famoso pollo-trota di Baricco e per tenerla in braccio devi fare ricorso a dei riflessi che nemmeno alla scuola di Nanto.
Però che goduria...
C'era quella calma estiva, quel poter perdere tempo, quel "vuoi un gelatino?Ma sì prendiamoci un gelatino mentre guardiamo il mare" di metà mattina e quelle aspettative di evasione e leggerezza che solo l'inizio estate può portare.
Allora nascono progetti di divertimenti e vacanze e condivisione con gli amici e di lontananza dai problemi che rimangono nell'afa e nel traffico di Roma.
Mentre pensavo tutto questo e mi godevo anche la fatica di una mezza giornata di libertà, al mare, con la mia bambina mi è venuta su la sensazione forte delle mie estati al mare da piccola, di tutti quei dettagli e di come mi piacerebbe che Paperotta potesse assaporare quelle emozioni legate, allora, a...
...uscire dall'acqua fredda ed avere qualcuno che ti aspetta con un grande asciugamano aperto, farti avvolgerti in questo e farti dare quelle energiche carezze che sì ti asciugano, ma, soprattutto, ti fanno sentire coccolato e contenuto
...guardarti le punte delle dita raggrinzite dall'aqua
...sederti avvolto nell'asciugamano e mangiarti il pezzo di pizza bianca che mamma ha portato da Roma
...sentire in lontananza, mentre sei mezza appisolata l'omino che grida "Cocco bello, cocco frescoooo"
...addormentarti sotto l'ombrellone con una sensazione di freschino ai piedi
...sudare e sudare sotto il sole mentre scavi il fosso del tuo grandissimo castello di sabbia
...usare il sedere del tuo amico per costruire la pista di biglie
...giocare a racchettoni
...stare ore a saltare le onde che si rompono a riva
...pregare mamma di poter fare il bagno che "sono passate già le tre ore"
...caricare in macchina secchiello, paletta, pallone gonfiabile, canotto e materassino
...cantare a tutto spiano, e per tutto il tragitto, "Tutti al mare, tutti al mare"
...rimanere fino al tramonto che mamma è una romanticona
....sentire la pelle che tira alla fine della giornata perchè il sole l'ha bruciata
...addormentarsi la sera, distrutti, ma della "stanchezza bella" : quella della felicità e della leggerezza d'animo.
Insomma, "per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare".



domenica 10 maggio 2009

Festa della mamma



Oggi è la mia prima festa della mamma.
Fino ad oggi, sinceramente, mi sembrava una cavolata. Un pò perchè mia madre è una che raramente si è ricordata sia il mio che il suo compleanno (e quindi figurati un giorno come questo), un pò perchè mi è spesso sembrata una di quelle ricorrenze da "lavoretto alle elementari" che mi metteva tanto a disagio quando ero piccola.
Invece oggi la mia bimba di otto mesi (affettuosamente, e da epoca fetale, soprannominata Papera), dopo avermi tenuta sveglia per tutta la notte fino alle 5, orario in cui ha definitamente deciso che era terminata la notte, per la prima volta mi ha "festeggiata". Così lei ed il papà mi hanno portato: rose rosa da parte di Papera e rose rosse da parte di lui, cornetto al cacao e cappuccino e l'ultimo numero di Vanity Fair da leggere immersa in un bagno caldo. Per una mattinata tutta per me in cui mi sono potuta (finalmente!) rendere più carina, prendendomi il tempo necessario (ormai è necessario!!) per farlo.
Alla fine del processo, nonostante le poche ore di sonno, mi sono sentita bene: bella, amata e coccolata.
Il che, oltre a confermarmi di avere accanto un uomo sensibile e tenero, mi ha fatto riflettere su quanto le ricorrenze siano importanti per celebrare chi ami. Per ricordargli l'importanza che hanno nella tua vita e per scandire i tempi e gli spazi di quest'ultima in maniera che sia fatta di passaggi, di movimenti e di fasi che, se non sottolineate, rischiano di perdere la loro rilevanza.
Insomma, i rituali forse contano più di quanto non ci si renda conto...
Spero proprio che abbiate passato una buona festa della mamma. Auguri !