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sabato 1 agosto 2009

Mia figlia la tunisina

L'inizio delle vacanze estive ha sancito una serie di cambiamenti per Papera.
Il primo, in ordine di presentazione, è il fatto che non vuole più mangiare al cucchiaino (o cucchiaio).
Un bel giorno, qualche settimana fa, ha detto "no" (accompagnandosi con il corretto gesto della manina ed un suono che assomiglia più ad un "nna") e ha scansato il cucchiaino con tutta la forza che poteva, creando un giusto disappunto nei vicini di ombrellone che si sono beccati porzioni di passati di verdure e carne in piena faccia.
Mi sono detta che non voleva mangiare.
E vabbè, alla fine è sempre stata una mangiona, magari, con l'estate, si vuole mettere a dieta anche lei.
Poi ho cominciato a notare che Papera indicava con una certa brama, tutto ciò che stavo mangiando io: pizza, cornetti, etc...
Ho provato a darle dei pezzetti ed ecco a voi la vera invasata: Uhh, uh..."dammi di più", sembra dire.
Il risultato è che ora Papera vuole mangiare solo con le mani: le mie, e preferibilmente cose da "adulto". Mi ha fatto bandire pappe e derivati che sembrano averla completamente stufata e ho cominciato a prepararle cose, magari sminuzzate, ma piuttosto comuni anche per noi grandi.
Ma sempre e praticamente solo con le mani.
E se fosse tunisina?

domenica 7 giugno 2009

Desiderio di duplicità

La nottata tra giovedi e venerdi Papera si è svegliata 250 volte.

In realtà niente di nuovo, ma è stata una di quelle nottate in cui al massimo riesce a dormire un'ora di seguito e poi passa il resto del tempo a lagnarsi (quando sta nel lettone con noi) o a piangere disperata (se sta nel lettino da sola).

Sommate avrò dormito quelle 3/4 ore che un tempo mi vrebbero stesa per due giorni.
Sveglia definitiva alle 6 con continue lagnette, per cui decido che, forse, è meglio andare a fare compagnia ai negozianti sotto casa che aprono alle 7,30 e, soprattutto, a cercare di assumere una dose di caffeina al bar.

Decidiamo che, allora, è meglio ottimizzare e ci rechiamo: dal fornaio, dal verduraio, dal giornalaio, in farmacia. Ci avventuriamo fino anche in pescheria perchè, che fai, non compri la soglioletta fresca che è venerdì? Già che ci sono compro cibo anche per Marito che si è messo a dieta e faccio anche una scappata al parco dove, ovviamente, vista l'ora, siamo le uniche sfigate.

Torniamo a casa e: metto a dormire la Papera per i suoi 20 minuti, lavo la verdura, preparo il brodo vegetale e il pesce per il suo pranzo, metto a posto un pò casa, gioco con lei che intanto si è svegliata. Mentre mi accingo a inserire l'ultimo piatto in lavastoviglie, mi accorgo che sono le 11 e sono riuscita a fare tutto. Tutto.

Ah, che bello, penso. Mi sale quella soddisfazione di aver tutte le cose "sotto controllo" e quella sorta di leggerezza mentale data dalla stanchezza. Ora, penso, mi posso rilassare. Volendo, se lei dopo pranzo si abbiocca, potrei anche farmi un sonnellino ...

Poi mi rendo conto e mi arriva una botta di consapevolezza.

Ma io, ora, devo andare a lavorare, cioè devo uscire, andare a studio e INIZIARE TUTTA LA MIA GIORNATA LAVORATIVA....

...Oddiomio.