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mercoledì 9 novembre 2011

Mavaff'

L'altro giorno è successo un piccolo incidente domestico: Papera mette la gambina sotto il divano mentre gioca con il padre. Il padre cerca di tirarla su dalle braccia e, pensando che lei stia facendo resistenza "per finta", strattonandola le causa una distorsione alla gamba e/o all'anca.
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Corriamo al pronto soccorso pediatrico e, dopo due radiografie, ci confortano che non ci sono fratture, ma la bambina deve stare a riposo senza camminare per sette giorni.
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Torniamo a casa e io, nel vestirla, le infilo un dito nell'occhio. Sembra che nemmeno se ne sia accorta, ma lamenta ancora dolore alla gamba e siamo costretti a darle anche un antidolorifico.
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La faccio dormire con me nel lettone e, presa un pò dall'ansia, veglio letteralmente su di lei per tutta la notte. Notte nella quale lei, invece, dorme beata.
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Si sveglia la mattina in preda al pianto.
"Amore di mamma, che c'è?" , dico amorevole
"Tu...."
"Si, amore?"
"Tu...sei cattiva: mi hai messo un dito nell'occhio!!! Papiiiiinooooo, vieeeeeniiiiiii?"
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...
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Mavaff'

lunedì 1 novembre 2010

Gelosia, seconda parte

Questa non l'avevo considerata.

Ho imparato a "tollerare" la gelosia di quei mesi in cui Papera si sbracciava per raggiungere il padre, mentre a me a mala pena mi degnava di uno sguardo.
E' stato molto difficile, considerato l'innamoramento che ho da sempre provato per la mia bambina, ma ho perseguito quelli che mi sembravano i miei obiettivi: darle sicurezza, esserci anche quando ero stanchissima e anche quando lei mi sbatteva in faccia la sua identità femminile alle prese con la conquista del maschile.
Per mesi mi sono anche aiutata con il sapere, con quel poco di intellettualizzazione che funziona in questi casi. E' etologico, mi dicevo, ed, in più, evidentemente Papera mi può dare talmente per scontata che si può permettere di cercare altro.
Non che queste frasi mi abbiano granchè aiutato, perchè c'è sempre pur stata quella vocina (anche intellettuale) che mi diceva che, comunque, lei, in un certo senso e almeno in quel momento, mi stava rifiutando.
Ma ho lavorato su me stessa e ho tollerato alla luce di questa nuova esperienza che ti dà la maternità: metter la felicità e la serenità di qualcun altro prima della tua.
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Poi crescendo la vita mi ha dato ragione e Bambola, conquistatosi il suo papà, si è potuta permettere un attaccamento esplicito a sua mamma, in cui ha potuto verbalizzare anche il suo disagio nella separazione, eccetera.
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Ora, però, mi sembra che la piccola stia un "tantinello" esagerando, anche ammettendo la ricerca di un Edipo un pò precoce ed un pò troppo esplicito:
"Mamma, bbia, bbia"
"Devo andare via?"
"Si, bojo papà"
"Papà sta ancora a lavoro"
"Papààààà...(pianto)"
"Ma c'è la mamma qui con te"
"Noooo, bojo papàààà (aripiange)"
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"Bella di mamma, vieni qui che ti stropiccio tutta"
"No, papà"
"Ma dai, dammi un bacino"
...
"Ahi! Bambola, ma mi hai dato un morso, mi hai fatto male!"
"Eh eh eh (ride soddisfatta)"
"Bambola, non si danno i morsi, figurati alla mamma"
"Bashta, bashta, ssitta, bojo papà"
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Aiuto.

giovedì 14 ottobre 2010

Manipolatrice

Il papà : "Bambola, vieni a fare colazione"
"No, pappa, no"
"Dai, che è tutto pronto, vieni"
"NO! NO! NO!"
Comincia a urlare
"Non fare i capricci e smetti di urlare"
"NOOOOOOOOO"
"Bambola, dai, finiscila e non mi fare arrabbiare!"
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(silenzio)
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"Papà?"
"Si?"
(tono seduttivo) "Papà...sc'hai l'occhi tu, sc'hai l'occhi blu"
"Ehm...come?"
"Belli, sc'hai l'occhi belli"

venerdì 8 ottobre 2010

I papà e le mamme (gli uomini e le donne?)

Le mamme devono essere accudenti


Le mamme devono essere tranquille


Le mamme devono organizzare


Le mamme devono gestire


Le mamme devono lavorare


Le mamme devono stare a casa ad accudire i figli


Le mamme devono cucinare


Le mamme devono pensare alla spesa


Le mamme devono giocare


Le mamme devono addormentare


Le mamme devono curare


Le mamme devono accudire i papà


Le mamme devono superare i sensi di colpa e la depressione


Le mamme devono essere simpatiche


Le mamme devono essere combattive


Le mamme devono, devono, devono...


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I papà devono lavorare


I papà devono....

...

CI si aspetta altro da loro? Veramente?

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Vabè, il tono è volutamente provocatorio (ma anche no), ma ho appena litigato con il papà di Papera il quale, nonostante sia uomo sensibilissimo ed accudente, evidentemente a volte non riesce proprio ad allontanarsi dalla propria identità di genere così come si è costruita in questo paese. E allora, dopo essere stato via quasi una settimana (per lavoro, per carità, però sempre è stato via) durante la quale io mi sono beccata da sola: la mia influenza, l'influenza di Papera, l'inserimento al nido dalla mattina, il mio lavoro e la relativa gestione in tandem di nonni e baby sitter causa assenza paterna e tutti i salti mortali che mi hanno portato a dover lavorare anche di sabato mattina e le solite nottate insonni di Papera, mi dice che "si è organizzato e se ne va a nuotare"....
...
Le Erinni, al mio confronto, sono ragazze mansuete.

lunedì 15 giugno 2009

Gelosia

Mi vergogno un pò a scrivere questo post.

Si, insomma, dovrei essere contenta eppure ...

...Papera da qualche tempo ha iniziato a mostrare un lato del suo carattere che il labbrino lo fa fare a me: quando arriva il padre (a casa, ma anche dai nonni, ma anche per strada) io, non solo smetto di esistere, ma alla sopradetta prende una crisi isterica vera e propria se lui non le si lancia incontro e non la prende in braccio immediatamente...

All'inizio pensavo fosse solo una questione di quando sta con me e poi arriva lui, ma invece no, lo stesso trattamento me lo riserva:
1) se arriviamo insieme a casa dei nonni
2) se sta con lui e arrivo io
3) se passeggiamo e lei si volta a guardare entrambi.

Si, vabbè il rapporto padre-figlia e tutto quello che vi pare, ma io la stracoccolo, la curo, la nutro, la abbraccio, le canto le canzoni, la faccio ridere a crepapelle, riduco il lavoro all'osso per starci il maggior tempo possibile, la faccio addormentare, non la faccio mai stare più di 5 ore senza di me...insomma mi faccio un mazzo così e sono la mamma e lui, che la vede a mala pena 3 ore totali in tutto il giorno, è il suo idolo e il suo oggetto consolatorio?

Quasi la stessa cosa la fa con la nonna 1, quella che, appunto, se ne occupa quando sono a studio (poche ore, non tutti i giorni).

Ora, io capisco tutto: che se fa così è proprio perchè è sicura di sè, ergo della sua mamma che può dare tranquillamente per scontata e mettersi ad esplorare il mondo, che il suo temperamento socievole e coraggioso e che stabilisce relazioni facilmente l'arricchirà molto nella vita, che il padre non lo vede mai per cui quando c'è ci si attacca come una cozza....
...però...

....sob!