Visualizzazione post con etichetta comunicazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comunicazione. Mostra tutti i post

lunedì 15 novembre 2010

Di intuizioni ginecologiche

Papera, tu lo vorresti un fratellino?

No

Vuoi rimanere sola con mamma e papà ?

Si, tellino nella panscia.

Nella pancia?

Ma....come...dove sta il fratellino?

Nella panscia, mamma, nella panscia!

E che fa nella panscia? (si indica il pancino)

La pappa

Come fa la pappa?

Co' le sise, le sise mamma!

...

Mia figlia è avanti.

martedì 26 maggio 2009

Seconda persona plurale



Le nonne di Paperotta hanno un problema grammaticale.

Mancano della seconda persona plurale.

Proprio non ce la fanno, possono usare solo la prima personale plurale.

Nonna 1, nonchè la madre del padre di Paperotta:
"Noi dovevamo chiamarla così, non così"
"Noi stiamo proprio fornendole degli stimoli adeguati"
"Siamo stati fortunati con Paperotta: la prima febbre la ha presa a sette mesi
"

"Noi non la vogliamo mandare al nido prima dei due anni, no? Non se ne parla proprio!!"


Nonna 2, nonchè mia madre:
"Visto che abbiamo deciso di comprare la cucina così e così"
"Quando andiamo a parlare con i nuovi condomini, dobbiamo dirgli questo e questo
"

"Noi dobbiamo dare alla bambina questa stanza, è la più luminosa"

Nonna 1 è completamente concentrata su Paperotta, nonna 2 sul fatto che stiamo effettuando i progetti di ristrutturazione per la nuova casa, ma la sostanza è la stessa: un deficit che impedisce a entrambe di usare il VOI (tu e Marito) e che fa in modo che usino solo il NOI.


NOI??????

MA NOI SIAMO NOI, NON VOI !!

Ora, io posso anche capire l'entusiasmo per la nuova arrivata (la prima nipotina in tutte le famiglie), ma mi stupisce che siano solo le donne ad adottare questo atteggiamento che poi mi sembra proprio il manifesto di questa attitudine per la quale una volta che sei stata madre, sei automaticamente investita del ruolo di madre per tutte le generazioni a venire. In una maniera, tra l'altro, sicuramente migliore della madre di ruolo che in quel momento sta espletando, forse per la prima volta, questo difficilissimo compito.


Non so, mi sembra che si crei una sorta di accaparramento della maternità e della progettualità che questa porta con sè ed una conseguente competizione tra femmine forse proprio per il fatto che, secondo me, non ci può essere più di una madre in una sola famiglia per cui quella che si sente minacciata nel ruolo, reagisce e si difende.


In maniera quasi animale, come una tigre che difende il suo territorio ed i suoi cuccioli, la mamma-tigre (che allora sarei io) contrattacca (o almeno così vorrebbe) e comincia a dare zampate...


Care nonne, perchè non evitiamo di arrivare alle zanne e, come i tempi scandirebbero, non vi fate da parte cercando di espletare il vostro ruolo, pur importantissimo, ma senza interferire così tanto? Sarebbe bello, allora, correre da voi per consigli saggi dati dall'età e dall'esperienza, senza temere di esporre il fianco al "ratto" del figlio...


Il figlio...


Che, appunto, per voi è nipote e non figlio.

venerdì 10 aprile 2009

Sensibilità Mammesca


Quando ero piccola mio padre diceva che quando ti nasce un figlio ti nasce una sorta di sesto senso: una dimensione della percezione che ti tiene costantemente in collegamento con tuo figlio e le sue sensazioni, qualunque cosa tu faccia ed in qualunque posto tu sia. Qualcosa che probabilmente ha a che fare anche con le necessità di sopravvivenza dei "piccoli d'uomo" che obbliga gli adulti a prendersi cura di loro.


Mio padre è un uomo con forti tendenze intellettuali. Si trova spesso a ricondurre le proprie sensazioni a spiegazioni razionali.


Io fino a qualche tempo fa gli assomigliavo molto.


Poi sono rimasta incinta e tante cose sono cambiate.


Improvvisamente ho vissuto un evento in maniera così corporea e viscerale che qualcosa si è rivoluzionato nel mio modo di sentire e percepire il mondo.


Non so nemmeno spiegare cosa sia, ma è come se l'attesa di A. e la sua nascita abbiano spalancato dei canali: così il mondo mi sembra che abbia odori, colori, suoni più intensi e netti. E le emozioni vengono fuori ancora più amplificate: la gioia è più gioia, il dolore è più dolore.


Ma quello che ancora mi stupisce di più è questo strano fenomeno della comunicazione inconsapevole tra me e lei: alle volte, ad esempio, lei sta dormendo bene e profondamente (evento più unico che raro) ed io mi sveglio con la sensazione netta che lei si stia per svegliare. E in maniera quasi scientifica, lei si sveglia dopo pochissimo, quasi come se io avessi "sentito" che lei stava per passare da una fase di sonno all'altra o lei avesse percepito che io ho aperto gli occhi.


E non è una questione razionale, non lo posso spiegare, ma mi sembra ci sia questo canale extra che, alle volte, mi fa sentire con chiarezza ciò che sta succendo in lei (o tra noi). Non so come, ma semplicemente "lo so" ("le mamme lo sanno"?).


Peccato, però, che spesso, ancora, questa razionalità testona si metta in mezzo a farmi dubitare di tali preziose sensazioni...

...e una fastidiosa insicurezza mi rapisce.