Visualizzazione post con etichetta mamme. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mamme. Mostra tutti i post

giovedì 16 dicembre 2010

Questo è un post strano

Questo è un post strano.
Il post di chi esce da un silenzio dovuto ad un respiro che si trattiene da circa tre settimane (e forse un pò di più).
Un post di chi incappa in medici che allarmano e fanno fare tante tante analisi, e risonanze, ed ecografie perchè...."c'è qualcosa che non va".
Un post di chi ha cominciato a tremare e si è resa conto che l'unica reale paura era quella relativa al proprio ruolo di madre.
Perchè, ha pensato, tutto è sostituibile: una moglie, un'amante, un'amica, ma una madre proprio no.
E' il post, però, di chi si è improvvisamente risvegliata nelle meraviglie della normalità: della cena da preparare, nel bagnetto da fare, nel lavoro speciale che fa ogni giorno senza ringraziare abbastanza per la fortuna che la vita le ha donato.
E' il post, dunque, di chi è ancora un pò in sospeso, ma di chi ha preso una porta in faccia e si è resa conto che, qualunque sia la situazione, la vita è ora ed è "normalmente" incredibile così.

sabato 2 ottobre 2010

La borsa delle mamme


Questo è un periodo troppo veloce, non gli sto dietro.

Sento di arrancare su tutti i fronti: Papera, lavoro, casa. Vado sempre per uno e mi perdo sempre qualcosa.

Il fatto , poi, che Papera ancora non dorma tutta la notte certamente non aiuta la lucidità e la capacità di essere presente a me stessa. Ma qui la situazione comincia a prendere una brutta piega.

.

L'altro giorno ho raggiunto il minimo storico.

Vado al supermercato di corsa e, per grazia ricevuta, da sola (cioè senza Papera al collo). Papera rimane a casa con i nonni ed io, per ottimizzare i tempi, penso che posso tranquillamente andare con la tuta che indosso perchè, aò, sto pure al supermercato mica a una conferenza.

Alla cassa una tipa mi fa: "signora, ha qualcosa attaccato alla caviglia"

Abbasso lo sguardo ed, in effetti, mi accorgo di avere qualcosa di nero che fuoriesce dai pantaloni e sta scivolando sul piede.

Innocente mi chino per raccogliere la cosa accorgendomi, TROPPO TARDI, che trattasi del tanga nero che indossavo il giorno prima e che deve essere rimasto nella tuta quando sono andata a dormire e mi sono cambiata per indossare le sexissime mutande della nonna (ormai pezzo forte della mise abituale delle mie notti insonni).

Dunque, afferro il tanga davanti agli sguardi di tutte le sciùre di Roma sud e, con fare vago ma imbarazzatissimo, lo infilo nella borsa.

.

Ora, al di là della necessità di disapprovazione per il mio comportamento sempre più trascurato e anche un pò schifoso, un mio sguardo stranamente sveglio osserva il contenuto della mia borsa del momento la quale, dunque, contiene:

- il portafoglio di pelle bianca ancora macchiato di un cappuccino di tre mesi fa

- tampax sfusi (di cui uno aperto)

- un paio di mutandine di Papera pulite (originariamente) del periodo più "pericoloso" nello spannolinamento di questa estate

- carte di biscotti vari di Papera (i Privolat)

- carte dei biscotti ai cereali di Papera

- biscotti Privolat ed ai cereali, sfusi

- numero imprecisato di rossetti

- tutte le fatture mediche esistenti sulla faccia della terra

- tutti gli scontrini esistenti nel sistema solare

- calzini di Papera (un paio)

- il tanga di cui sopra

- rifiuto organico appiccicoso non meglio identificato (paura, paura, paura)

- macchinetta anti asma per me
.
-bottiglietta di Amuchina gel
.
-confezione di salviette umidificate ormai perlopiù secche
.
-il timbro per le fatture
.
-una maglietta sporca di Papera
.
- deodorante completamente inutile

- mazzi di chiavi (mie, di mia madre, della macchina, di riserva della macchina, di mia nonna, della bici)

- ombretto marrone
.
-un ciuccio
.
- numero imprecisato di liste della spesa

- appunti riunione di luglio

- listino tariffe nido Papera

- cellulare
.
-cicciobello mini con relativo mini biberon

- sabbia (???) e briciole some base

.

Ho veramente raggiunto, e superato con l'accuso, la soglia della decenza...qui bisogna correre ai ripari.

sabato 27 febbraio 2010

Compromessi

L'altro giorno ero a casa della mia amica L.: due figli, a distanza di 22 mesi l'uno dall'altro,, una pausa dal lavoro. Lei mi parla delle sue giornate organizzate tra bagnetti e pappe ed io non posso fare a meno di pensare a lei solo qualche anno fa: una rocchettara cultrice di musica di nicchia, una che alle spalle vanta anche una carriera da atleta di tutto rispetto, una per la quale era "cool" il ragazzo gotico, quello con 2000 peircing e 500 tatoos.

Per carità, la mamma ha sempre desiderato farlo, questo sì. Ma, partendo dalle riflessioni con lei, pensavo a quanto di noi è giusto, è il caso, è desiderabile tenere (e quanto, invece, è il caso di lasciare andare) una volta che si è saltato il "fosso della maternità".

Non vorrei essere fraintesa, non è che io creda che sia necessario lasciarsi alle spalle noi stesse nel diventare madri, anzi. E' che ho l'impressione che spesso e volentieri ciò avvenga quasi "naturalmente". E, forse, tale fenomeno è direttamente proporzionale con la percezione di un qualche tipo di fatica ad entrare nel nuovo ruolo.

Un esempio tra tutti: io sono sempre stata una sorta di teledipendente. E non me ne vergogno. Cioè, sono una persona che mai si sognerebbe di parlare male, per partito preso, della TV. Al momento non ci sono programmi che mi piacciono, va bene, ma io con la TV ci sono cresciuta, mi ha tenuto compagnia e tuttora lego tanti momenti della mia vita a qualche scena di qualche telefilm o cartone animato (un esempio tra tutti: ma voi non ricordate con nostalgia "I ragazzi del muretto"? Per me quelle scene si legano agli odori ed ai sapori della mia prima adolescenza...).

Dunque, soprattutto cartoni e telefilm. Mi piacciono, mi mettono di buon umore, mi tranquillizzano. Quando ero incinta e soffrivo di insonnia cronica, per esempio, avrò visto (e non esagero) almeno 3 volte TUTTE e dieci le serie di Friends. Ne so citare a memoria i dialoghi e, se ci fosse ancora, potrei andare a TeleMike (altro ricordo...ah, che nostalgia!).

Tornando a noi. Questo dato di me cozza con la maggiorparte delle ricerche di sviluppo infantile, per lo meno quelle che si concentrano sullo sviluppo del linguaggio, che giudicano malissimo l'esposizione dei piccoli alla "santa" TV. In pratica l'idea è che la TV passivizzi e che, non corrispondendo agli schemi interattivi del linguaggio tra persone, non ne promuova affatto lo sviluppo. Questo includerebbe anche i famosi "programmi intelligenti", apparentemente creati apposta per i bambini, che, in buona sostanza, non li aiuterebbero (anzi rallenterebbero) lo sviluppo della turnazione, la reciprocità e l'acquisizione della ricchezza tipica del linguaggio verbale reale.

Chiaro, le ricerche vanno sembre contestualizzate, considerando il campione che hanno esaminato e le altre variabili in gioco (tipo: ma quante ore stanno sti bimbi davanti alla TV? e il resto del tempo che fanno? etc...), però una domanda mi nasce spontanea: a me, che il massimo del tempo libero è starmene svenuta sul divano a guardare telefilm mentre mangio e bevo, quanto durerò nel centellinare la TV a Papera che, invece, sembra aver preso questa insana passione proprio da mammà? E quanto è giusto "fami violenza"?

Quanto di noi dobbiamo mettere a tacere se pensiamo non faccia bene ai bambini? E quanto di noi, nonostante le buone intenzioni, passa lo stesso e, guarda un pò, magari viene agito direttamente dai bambini ?

Insomma: dove sta il punto del compromesso?

domenica 17 gennaio 2010

Sulle amicizie vere e virtuali


Sto leggendo il libro di Marilde, che non vedo l'ora di finire per poterne parlare e parlare e parlare. Gli stimoli che lei fornisce sembrano infiniti.
.
Uno, soprattutto, per ora, ha provocato risonanti ridondanze dentro di me: dove sono le altre mamme? Dove sono le mamme che fanno fatica, che non dormono, che non ce la fanno più a non riposare e a dover contenere, sostenere, consolare e, perchè no, anche lavorare? Dove sono le amiche che un tempo ascoltavano i tuoi crucci nel mondo reale, ed ora, avendo figli come te, ti aspetteresti che potessero condividere la tua stessa stanchezza, la stessa ansia e, a volte, di nuovo perchè no, anche una sana depressione? Dove sono le possibilità di vedersi tutte insieme e fornire ai bambini occasioni di scambio, ma anche momenti di svago per noi adulti, magari, ari-perchè no, davanti a un bicchiere di vino? Dov'è la complicità femminile di questo momento di vita che forse renderebbe tutto più leggero, più facile? Dove sono le compagnie-cura alla solitudine di cui parla la stessa Marilde?
.
Le mie amiche vere sono delle persone fantastiche: interessanti, divertenti, belle. Ho milioni di ricordi con loro, ma, nonostante abbiano bambini piccoli come me, mi sembrano distanti da quanto vivo io. Ma è possibile che ancora, anche tra di noi, ci sia questa inibizione sociale a parlare di quanto l'abnegazione materna sia, a volte, non solo faticosa, ma pesante e insopportabile? Possibile che per loro sia diverso? Perchè non se ne può parlare?
.
Allora sembra impossibile che, invece, sia solo nei blog, al riparo dallo schermo, che di questo si possa discutere e, ari-ari-perchè no, anche lamentarsi.

Che un lamento mica è equivalente all'assenza di amore o di desiderio di contatto e vicinanza al tuo bambino. Che un lamento è la voce naturale dell'Ombra del materno che non solo nutre e protegge, ma fagocita e distrugge anche. Perchè la si può vedere solo da lontano questa Ombra, nel collettivo dal quale prendiamo le distanze, e mai nel quotidiano, che non è qualcosa di tanto astratto, ma corrisponde ai "non ti sopporto più quando ti svegli 12 volte per notte", "ti prego fammi mangiare un boccone in pace", "rendimi due ore della mia vita da sola", eccetera, eccetera.
.
La differenza, forse, sta solo nella quantità. Che è un pò la differenza tra bersi un bicchiere di vino al giorno oppure due bottiglie: un conto è potere integrare anche il lamento e la rabbia all'interno dell'esercizio di un materno sufficientemente buono, un conto è vivere ogni santo momento della propria giornata come qualcosa di ostile ed odioso.
.
Non so.
.
Mi sembra che, per ora, siamo ancora qui: nel vecchio stereotipo della buona madre, che lascia, però, ottime donne e madri in un vortice di obblighi e tabù ancora troppo spesso solitario.

domenica 23 agosto 2009

20 Agosto 2009: Un anno !


Un anno fa, oggi 20 Agosto, venivi catapultata nel mio mondo.

.
Un anno fa pensavo che sarebbe stata una montagna: difficile ed ardua da scalare, ma una sfida lenta, costante, dove mi sarebbe stato possibile, ad ogni tornante, accostarmi al ciglio del sentiero per guardare il panorama.

.

Invece sei stata un uragano: sei arrivata e, in un attimo, hai sconvolto tutto ciò che davo per scontato di me stessa e del mondo. Mio malgrado e per fortuna, mi hai trasformato in una me stessa diversa: non so se migliore o peggiore. Sicuramente diversa.

.
Un anno fa sei uscita dal mio corpo per appropriarti del tuo e, con questo movimento evolutivo, hai inciso la prima "ferita" ad una madre che ha scoperto, da subito, quanto sarebbe stato difficile lasciarti crescere senza chiudersi nel proprio dolore dovuto dalla fisiologica, progressiva e inevitabile separazione tra un genitore e suo figlio.

.
Un anno fa ero sicura di essere alcune cose e poi improvvisamente non lo sono stata più.

.
Un anno fa ho provato il più dolce dolore, quello del parto, dove il miracolo della tua nascita mi ha fatto toccare la mia parte più animale.

.
Un anno fa, nel provare il più dolce dolore, ho finalmente assaporato la mia parte spirituale e sono rinata, con te.

.
Un anno fa ero sconvolta e rapita davanti alla bellezza di una neonata che, appena nata, sembrava già una bambina grande che, con le sue espressioni intense, ti scrutava l’anima.

.
Un anno fa rompevi il muro della riservatezza e ti appropriavi di tutti i tempi. Come se ci fossi sempre stata.

.
Un anno fa il tempo si fermava a quel 20 agosto, alle 22.11, perché un evento così grande non può che porsi come una frattura incidendo una traccia profonda che attira tutti i campi circostanti dilatandone l'importanza.
.

Un anno fa mi innamoravo perdutamente di un nuovo essere umano e cominciavo a sentire questo struggente desiderio di contatto con te. Come se dovessi stare attenta a non perdere nemmeno un tuo respiro, nemmeno una tua risata, nemmeno un tuo pianto.
.

Un anno fa venivo messa di fronte a tutte le mie debolezze e per la prima volta, venivo spinta a superarle non per me, ma per qualcun altro. Un qualcun altro che prima non c'era e ora, invece, era diventata la persona più importante.
.

Un anno fa scoprivo di avere accanto un uomo forte, ma dolce, e pensavo alla tua enorme fortuna nell'averlo come padre.
.

Un anno fa nascevi tu.
.

E, in effetti, non trovo parole per definire quel senso di grandiosità e di enorme privilegio che provo nel conoscerti, giorno per giorno, e nel pensare che persona meravigliosa diventerai.
.

Grazie per aver scelto me, per aver scelto noi. Felice primo compleanno, Paperotta.

domenica 10 maggio 2009

Festa della mamma



Oggi è la mia prima festa della mamma.
Fino ad oggi, sinceramente, mi sembrava una cavolata. Un pò perchè mia madre è una che raramente si è ricordata sia il mio che il suo compleanno (e quindi figurati un giorno come questo), un pò perchè mi è spesso sembrata una di quelle ricorrenze da "lavoretto alle elementari" che mi metteva tanto a disagio quando ero piccola.
Invece oggi la mia bimba di otto mesi (affettuosamente, e da epoca fetale, soprannominata Papera), dopo avermi tenuta sveglia per tutta la notte fino alle 5, orario in cui ha definitamente deciso che era terminata la notte, per la prima volta mi ha "festeggiata". Così lei ed il papà mi hanno portato: rose rosa da parte di Papera e rose rosse da parte di lui, cornetto al cacao e cappuccino e l'ultimo numero di Vanity Fair da leggere immersa in un bagno caldo. Per una mattinata tutta per me in cui mi sono potuta (finalmente!) rendere più carina, prendendomi il tempo necessario (ormai è necessario!!) per farlo.
Alla fine del processo, nonostante le poche ore di sonno, mi sono sentita bene: bella, amata e coccolata.
Il che, oltre a confermarmi di avere accanto un uomo sensibile e tenero, mi ha fatto riflettere su quanto le ricorrenze siano importanti per celebrare chi ami. Per ricordargli l'importanza che hanno nella tua vita e per scandire i tempi e gli spazi di quest'ultima in maniera che sia fatta di passaggi, di movimenti e di fasi che, se non sottolineate, rischiano di perdere la loro rilevanza.
Insomma, i rituali forse contano più di quanto non ci si renda conto...
Spero proprio che abbiate passato una buona festa della mamma. Auguri !

mercoledì 29 aprile 2009

Nanny from hell



Sono una mamma che lavora.


Per necessità, allora, ho da subito cercato come potermi organizzare per poter "gestire" la bambina durante le mie assenze. Considerato che, da sempre, detesto che mi si dica cosa devo fare e come devo farlo e le nonne spesso tendono a farlo, ho sempre accarezzato l'idea di assumere una tata/colf fissa, diciamo per i primi due anni di vita della bambina.


Dopo colloqui e colloqui con improbabili ragazze e donne disponibili, avendo anche dovuto mettere a bada gli entisuasmi di mio marito per una ragazza della mia età di orgini colombiane i cui unici requisiti in possesso erano di essere stata eletta tipo "miss bagnetta bagnata" ed avendo dovuto spiegare al suddetto marito che ciò non rappresenta proprio una voce che tranquillizza la madre/moglie in pieno baby blues che si sente attraente come uno scaldabagno, "finalmente" troviamo la signora in questione.


Polacca, 52 anni, due figli grandi, apparentemente molto gentile e, credetemi, al di fuori di ogni possibile "tentazione".


Presa dall'entusiasmo, la assumo, con vitto e alloggio, sottostando praticamente a tutte le sue richieste manco fosse Princess Diana. Tra il contratto, i contributi, il TFR etc...praticamente guadagna più di me.

"Sai, o mi dai 1000 euro netti al mese, o mi dai più tempo libero"

"1000 euro netti non te li posso dare, ma prendi più tempo, non c'è problema"

"Sai, io a dicembre vado in vacanza in Polonia, per cui posso venire solo dopo"

"Va bene, ci vediamo dopo"

"Sai, io non mangio verdure vostre, mangio solo patate"

"Va bene, non le mangiare. Qui ci sono le tue patate"

"Sai, io non bevo acqua, bevo solo thè o succhi di frutta"

"Va bene, questo è il thè che volevi e qui ci sono i succhi di frutta"

"Sai, io mangio sempre marmellata"

"Va bene, dimmi quale marmellata vuoi che te la compro"

"Sai, io ho i miei metodi per pulire casa, quindi uso solo quelli"

"Va bene, fai un pò come sei abituata"

"Sai, con i TUOI soldi ho comprato tutti i materiali nuovi per pulire che i tuoi erano scadenti"

"Va bè, mi sono costati un occhio, ma se questo serve a lavorare meglio"



E così discorrendo.


Man mano che le settimane passavano,mi accorgevo che queste sue richieste non erano solo dei bizzarri atteggiamenti, ma proprio delle caratteristiche permanenti di personalità.

"Scusa, quando hai tempo, potresti togliere la polvere dalla camera della bambina (7 mq)"

"####@@@#@#@#@######@@###"

"Scusa potresti farmi una spremuta d'arancia quando hai tempo ?"

"##@#@###@@@@## Non te la puoi fare da sola?"

"Guarda, ti ho portato dei dolci che mi hai detto che sono la sola cosa che ti piace"

"####@@@@##@@ Non sono buoni, li hai presi da una pasticceria dove non sanno lavorare"

"Guarda, ho trovato il pane al sesamo che mi hai detto che è l'unico che mangi"

"###@@@@###@@@ Questo sesamo non è normale"


Nonostante tutto mi sembrava che andasse molto d'accordo con la bambina (sempre, comunque, sorvegliata anche da qualcuno della famiglia) per cui non me la sono mai sentita di mandarla via.


L'altro giorno, poi:

"Senti, io in primavera ed estate la sera non mangio più cose calde. Io voglio mangiare solo fragole e panna e yogurt. Letizia, quando andiamo a comprarle? "

"No, scusa, ma fragole e panna per cena è proprio un vizio. Se vuoi mangiare questo te lo paghi con i tuoi soldi"


L'Apocalisse.


Pianti, opposizioni, richieste di altri soldi.


Incredibile. Se mi fossi comportata così io quando avevo un capo, mi avrebbero cacciata a pedate.


Invece io ho pure difficoltà a licenziarla.


giovedì 2 aprile 2009

Mamme Bloggers

Sono approdata all'idea di aprire questo "spazio" grazie a un blog che seguo e che vi raccomando caldamente di leggere se: i) siete incinte, ii) siete mamme di bambino piccolo, iii) volete farvi due risate. Tramite il suo blog l'autrice, famosa sotto il nome di Wonderland, mi ha inconsapevolemente "iniziato" al meraviglioso mondo delle mamme bloggers.
Un mondo incredibile.
Un mondo sommerso di solidarietà virtuale, scambi di informazioni, condivisione di esperienze. Su e giù nello stivale, "dal Manzanarre al Reno", mamme di diverse età e provenienza si scambiano commenti e si confrontano su temi più o meno leggeri e che segnano incondizionatamente ognuna di noi.
Il risultato?
Una rete di sostegno ed esplorazione che, ancora più incredibilmente, si appoggia su un terreno virtuale.
Per me e ciò che sono, ciò ha realmente del fantasmagorico.