Bambola ha preso la varicella.
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Era il quel del paesino di montagna a godersela con i nonni (ed io che facevo su e giù), ma l'ho dovuta portare a Roma a causa della prima, inequivocabile, bolla.
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L'avevo appena iscritta alla "settimana in fattoria" dove avrebbe dovuto passare le mattine ed i pomeriggi con pony, agnellini e asinelli, ma alla vista della bolla malefica le dico, con dispiacere, che deve tornare a casa con me.
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Mi dispiaccio tanto per lei e allora decido di avviare la tecnica "come ti fomento per fartela prendere bene": "dai, Bambola, che bello, hai preso la varicella, yuppi, ora potrai guardare tutti i cartoni che vuoi, tutto il giorno e stare a casa e mangiare le cose preferite, ariyuppi" (fomento mode ON).
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Lei decide di credermi e cominciano a passare i giorni.
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Aumentano le bolle in maniera esponenziale.
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Ieri sera lei è tutta una pustola, ovunque (veramente ovunque poveraccia) e non riesce nemmeno a mangiare.
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Siamo sul lettone, aria condizionata accesa, serie di Peppa Pig senza soluzione di continuità.
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Bambola mi guarda e fa: "mamma, mamma, tu sei la migliore mamma del mondo, dell'universo e io...io...sono felicissima!!".
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Dite che ho esagerato?
giovedì 5 luglio 2012
sabato 2 giugno 2012
La rompicoglioni della scuola
Primo anno scuola materna di Bambola (ormai al termine). Scuola Privatissima (anche nel costo, ma in zona non ci sono grandi alternative nel pubblico).
Nel corso dell'anno la maestra mi segnala che Bambola, non essendo abituata a menare le mani, quando entra in conflitto con i bambini, tende a rabbuiarsi e a sembrare triste.
Bisogna dargli strumenti aggiuntivi, mi dice la maestra. Io confermo che Bambola è abituata a parlare di come si sente piuttosto che menare le mani.
Passa il tempo e la maestra mi dice che la vede più sicura ed assertiva.
Bene.
Poi io assisto, in questa ultima fase dell'anno, a scene assurde, davanti ai miei occhi: bambine possedute che dicono cose super cattive: tipo non puoi giocare con noi perché...vai via...insomma prepotenze su prepotenze.
Bambola comincia ad avere qualche sintomino di disagio: pipì a letto, pianti notturni.
Aiuto Bambola a gestire la cosa con "quelle bambine" e risegnalo la cosa alla maestra la quale, per qualche motivo, si mette subito sulla difensiva.
Nello stesso tempo ricevo molte segnalazioni da altre mamme della stessa classe con bambini con gli stessi sintomi.
Allora, penso, è qualcosa che deve essere gestita dalla classe. Scrivo una mail a tutti i genitori e, con molta diplomazia (aho, io de mestiere scrivo sempre messaggi orientati al positivo), chiedo un incontro aperto , anche con la maestra e la preside per capire meglio cosa succede.
Molte mamme escono allo scoperto e dicono : "anche mio figlio...anche il mio....". Si cerca di organizzare l'evento.
Poi arrivano due mail della madre capa classe nonché (che caso) madre della piccola tiranna della classe che, aggredendo i promotori dell'iniziativa (cioè fondamentalmente io), dice che abbiamo firmato un pof, che lei non verrà, che dove si vuole andare a finire, che....che....
Io elegantemente mi defilo e dico che procederò per vie personali, allora, e che senz'altro lo scontro non serve a nessuno.
.
Insomma alla fine della storia questo è il risultato: la maestra mi spedisce dalla psicologa scolastica per lunedì perché prima non mi "concede" un colloquio individuale, io oggi ho preteso di parlare con la preside la quale "ma signora, ma quando mai...", la maestra nel frattempo mi fa gli occhi arcigni....ed io (che mi ero proposta anche di aiutare con ipotesi di circle time, etc...) sono ufficialmente la rompicoglioni della scuola.
.
Benissimo.
Nel corso dell'anno la maestra mi segnala che Bambola, non essendo abituata a menare le mani, quando entra in conflitto con i bambini, tende a rabbuiarsi e a sembrare triste.
Bisogna dargli strumenti aggiuntivi, mi dice la maestra. Io confermo che Bambola è abituata a parlare di come si sente piuttosto che menare le mani.
Passa il tempo e la maestra mi dice che la vede più sicura ed assertiva.
Bene.
Poi io assisto, in questa ultima fase dell'anno, a scene assurde, davanti ai miei occhi: bambine possedute che dicono cose super cattive: tipo non puoi giocare con noi perché...vai via...insomma prepotenze su prepotenze.
Bambola comincia ad avere qualche sintomino di disagio: pipì a letto, pianti notturni.
Aiuto Bambola a gestire la cosa con "quelle bambine" e risegnalo la cosa alla maestra la quale, per qualche motivo, si mette subito sulla difensiva.
Nello stesso tempo ricevo molte segnalazioni da altre mamme della stessa classe con bambini con gli stessi sintomi.
Allora, penso, è qualcosa che deve essere gestita dalla classe. Scrivo una mail a tutti i genitori e, con molta diplomazia (aho, io de mestiere scrivo sempre messaggi orientati al positivo), chiedo un incontro aperto , anche con la maestra e la preside per capire meglio cosa succede.
Molte mamme escono allo scoperto e dicono : "anche mio figlio...anche il mio....". Si cerca di organizzare l'evento.
Poi arrivano due mail della madre capa classe nonché (che caso) madre della piccola tiranna della classe che, aggredendo i promotori dell'iniziativa (cioè fondamentalmente io), dice che abbiamo firmato un pof, che lei non verrà, che dove si vuole andare a finire, che....che....
Io elegantemente mi defilo e dico che procederò per vie personali, allora, e che senz'altro lo scontro non serve a nessuno.
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Insomma alla fine della storia questo è il risultato: la maestra mi spedisce dalla psicologa scolastica per lunedì perché prima non mi "concede" un colloquio individuale, io oggi ho preteso di parlare con la preside la quale "ma signora, ma quando mai...", la maestra nel frattempo mi fa gli occhi arcigni....ed io (che mi ero proposta anche di aiutare con ipotesi di circle time, etc...) sono ufficialmente la rompicoglioni della scuola.
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Benissimo.
martedì 27 marzo 2012
Profumo di Libertà
Finalmente me ne approprio.
La libertà.
Quella dell'assenza di senso di colpa nella separazione.
Quella separazione tanto temuta e tanto desiderata.
Potersi allontanare e non aver paura di provocare rotture, in lei ed in me.
...
Come un mare che si prosciuga,
siamo arrivate oltre la riva
la spiaggia e l'acqua
a volte la stessa cosa, a volte completamente separate.
oggi mi godo tre giorni di viaggio, sulla spiaggia, sdraiata da sola.
...
Tutto questo per dire che, dopo la gravidanza ed i tre anni e mezzo di maternità, sono partita da sola per un week end a Ginevra. Tutto bene. Tutto bello. Anche sentirle dire: "mamma, non farlo più, non partire più senza di me".
venerdì 23 dicembre 2011
Confesso che ho pianto...
No vabbè, alla recita non me lo aspettavo.
La recita.
Cioè i canti, ma tutti vestiti da angioletti in bianco con colorati foulards in mano.
Ero tutta d'un pezzo: bella, phonata (o meglio piastrata), truccata, taccata, anche un pò laccata per la serie "guarda che mamma figa e gggiovane e easy che ha mia figlia".
.
E invece...
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Lei entra e, a dispetto della canzone che parte, è l'unica a gridare."guarda, mamma, il mio colore preferito....guarda mamma, anche il mio colore non preferito...ciao mamma....mamma, ggneni da me a cantare qui".
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Insomma, che volete, nun gliela potevo fà e ho cominciato a piangere, manco fossi al suo matrimonio. E guardavo il marito il quale aveva gli stessi sbrilluccichini.
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Che mammole.
mercoledì 7 dicembre 2011
Perchè non dici più MONONO?
Scusa, ma quando hai smesso di dire Monono (biberon) e io vieno (vengo) e ho piangiuto (pianto)?
Quando è che hai cominciato a parlare da grande?
Guarda, amica, che se anche sei grande grande ancora non hai raggiunto con la testa il soffitto come Alice per cui ancora sono la tua mamma e ti posso vedere piccola.
Per favore, puoi rimanere piccola?
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Così?
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Tre anni e tre mesi, che meraviglia. Menomale che ancora dici copocopia (fotocopia).
mercoledì 9 novembre 2011
Mavaff'
L'altro giorno è successo un piccolo incidente domestico: Papera mette la gambina sotto il divano mentre gioca con il padre. Il padre cerca di tirarla su dalle braccia e, pensando che lei stia facendo resistenza "per finta", strattonandola le causa una distorsione alla gamba e/o all'anca.
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Corriamo al pronto soccorso pediatrico e, dopo due radiografie, ci confortano che non ci sono fratture, ma la bambina deve stare a riposo senza camminare per sette giorni.
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Torniamo a casa e io, nel vestirla, le infilo un dito nell'occhio. Sembra che nemmeno se ne sia accorta, ma lamenta ancora dolore alla gamba e siamo costretti a darle anche un antidolorifico.
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La faccio dormire con me nel lettone e, presa un pò dall'ansia, veglio letteralmente su di lei per tutta la notte. Notte nella quale lei, invece, dorme beata.
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Si sveglia la mattina in preda al pianto.
"Amore di mamma, che c'è?" , dico amorevole
"Tu...."
"Si, amore?"
"Tu...sei cattiva: mi hai messo un dito nell'occhio!!! Papiiiiinooooo, vieeeeeniiiiiii?"
.
...
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Mavaff'
giovedì 6 ottobre 2011
Dietro al vetro
Dietro al vetro sono io e tu sei tu
Non siamo ioetu
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Dietro al vetro vedo che vai da sola e prendi per mano il mondo perchè ti fidi e non hai paura
.
Dietro al vetro ti lanci e ti giri raramente per controllare che io ti stia guardando
.
Dietro al vetro sei una persona unica, e fai le cose che ti abbiamo insegnato, ma a modo tuo, con i tuoi tempi e i tuoi passi
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Dietro al vetro vedo che canti e chiaccheri e non hai bisogno di me come di una estensione del tuo corpo, perchè tu hai un TUO corpo che si muove nello spazio ed è coordinato ed autonomo.
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Dietro al vetro TI VEDO, e mi sembra la prima volta che lo faccio.
Perchè non sto guardando me, ma TE e questa cosa non è affatto banale e mi sembra una scoperta immensa.
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Dietro al vetro mi innamoro, ancora e ancora.
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Che storia questa prima lezione di nuoto.
sabato 24 settembre 2011
Innocenti evasioni
Ti addormenti un attimo e sono passati mesi e mesi.
Ti svegli e ti accorgi che avete attraversato tempeste, fulmini e saette, ma poi è arrivata la primavera e con lei l'estate e le nubi si sono diradate ed è arrivato piano piano il sereno.
E la grande paura e la grande fatica hanno cominciato ad essere più leggere e meno croniche.
E ti cominci a perdonare ...
E, così, apri gli occhi e ti accorgi di avere davanti una grande bambina di tre anni che dialoga, si interroga, ti sfida e ti osserva attentamente.
E va alla materna.
E al cinema.
E si innamora di un tale che si chiama Tommy.
E si emoziona quando lui la "bacia".
E nuota come un pesciolino.
E ...quasi dorme.
E...quasi dormI.
Che bello.
giovedì 30 dicembre 2010
La vita è adesso
Mia figlia ha due anni e quattro mesi.
.
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"Papà, dai la mano"?
"Tieni, Bambola"
Io: "vedi, Bambola, dicono che questa sia la linea della vita, questa quella dell'amore e "...
"Papà, sei contento"?
"Si , amore, solo molto contento"
"Sei felice"?
"Si, sono felice"
"Si, ma sei felice di essere con noi"?
... ?!
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Io lo giuro che ha detto esattamente così. Ma questi bimbi non saranno, in realtà, solo dei nani di 40 anni?
sabato 25 dicembre 2010
Eleonora
Aveva la pelle olivastra e gli occhi quasi neri.
Era bella, intelligente, acuta e a volte sarcastica.
Credeva in Dio: un Dio forte, ma anche ingiusto, al potere del quale sembrava sottomettersi con grande fede.
Ma era sanamente triste e spaventata.
.
E' arrivata da me un anno fa, proprio in questo periodo, e mi ha detto di volere fare un "percorso" per le brutte sensazioni di panico che viveva la notte, quando la paura della morte veniva a trovarla...nonostante questa professata fede, nonostante una famiglia molto vicina, nonostante la acuta intelligenza e la grande forza d'animo.
.
Ho provato ad evitarla, in un certo senso: sentivo che il vortice dell'angoscia di morte era il vero prezzo da pagare per starle vicino, ma lei mi ha chiamata, ed in maniera crudelmente esplicita, mi ha detto di aver scelto me, di volere me.
.
L'ho accolta e mi sono fatta contagiare dal confronto con la morte.
Abbiamo lavorato cosi, una volta a settimana, ed abbiamo guardato in faccia i suoi mostri interiori ed esteriori, quelli consci ed inconsci e siamo state forti, ma anche impaurite...tanto tanto impaurite.
.
Ma il panico se ne è andato.
.
Poi abbiamo toccato l'ebbrezza dell'ipotesi della guarigione e poi l'abisso della recidiva e dello sguardo della morte: freddo, implacabile.
.
In maniera sana si è allontanata da me in questo ultimo periodo: non ci si può confrontare con se stessi in alcuni momenti e, forse, alcune vicinanze affettive è meglio negarle per soffrire meno nell'ipotesi della separazione.
.
Ho pensato di cercarla. L'ho fatto un paio di volte e lei non mi ha ricercata. Ho pensato che dovevo rispettare i suoi bisogni e, pur avendola sempre in mente, ho aspettato che fosse lei a cercare me, senza anticiparla, senza sostituirmi a lei, facendo il mio lavoro e non trasmettendole le mie angosce per contenere le sue, solo le sue.
.
Se ne è andata stanotte, la notte di Natale, in un beffardo gioco del destino. Me lo hanno detto oggi ed ho pianto lacrime amarissime, che sapevano del fiele dell'impotenza e dell'immaturo rifiuto di lasciarla andare.
.
Dov'è il suo Dio? Che ne è delle sue preghiere?
.
Aveva 16 anni e io ero la sua psicoanalista.
Era bella, intelligente, acuta e a volte sarcastica.
Credeva in Dio: un Dio forte, ma anche ingiusto, al potere del quale sembrava sottomettersi con grande fede.
Ma era sanamente triste e spaventata.
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E' arrivata da me un anno fa, proprio in questo periodo, e mi ha detto di volere fare un "percorso" per le brutte sensazioni di panico che viveva la notte, quando la paura della morte veniva a trovarla...nonostante questa professata fede, nonostante una famiglia molto vicina, nonostante la acuta intelligenza e la grande forza d'animo.
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Ho provato ad evitarla, in un certo senso: sentivo che il vortice dell'angoscia di morte era il vero prezzo da pagare per starle vicino, ma lei mi ha chiamata, ed in maniera crudelmente esplicita, mi ha detto di aver scelto me, di volere me.
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L'ho accolta e mi sono fatta contagiare dal confronto con la morte.
Abbiamo lavorato cosi, una volta a settimana, ed abbiamo guardato in faccia i suoi mostri interiori ed esteriori, quelli consci ed inconsci e siamo state forti, ma anche impaurite...tanto tanto impaurite.
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Ma il panico se ne è andato.
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Poi abbiamo toccato l'ebbrezza dell'ipotesi della guarigione e poi l'abisso della recidiva e dello sguardo della morte: freddo, implacabile.
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In maniera sana si è allontanata da me in questo ultimo periodo: non ci si può confrontare con se stessi in alcuni momenti e, forse, alcune vicinanze affettive è meglio negarle per soffrire meno nell'ipotesi della separazione.
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Ho pensato di cercarla. L'ho fatto un paio di volte e lei non mi ha ricercata. Ho pensato che dovevo rispettare i suoi bisogni e, pur avendola sempre in mente, ho aspettato che fosse lei a cercare me, senza anticiparla, senza sostituirmi a lei, facendo il mio lavoro e non trasmettendole le mie angosce per contenere le sue, solo le sue.
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Se ne è andata stanotte, la notte di Natale, in un beffardo gioco del destino. Me lo hanno detto oggi ed ho pianto lacrime amarissime, che sapevano del fiele dell'impotenza e dell'immaturo rifiuto di lasciarla andare.
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Dov'è il suo Dio? Che ne è delle sue preghiere?
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Aveva 16 anni e io ero la sua psicoanalista.
giovedì 16 dicembre 2010
Questo è un post strano
Questo è un post strano.
Il post di chi esce da un silenzio dovuto ad un respiro che si trattiene da circa tre settimane (e forse un pò di più).
Un post di chi incappa in medici che allarmano e fanno fare tante tante analisi, e risonanze, ed ecografie perchè...."c'è qualcosa che non va".
Un post di chi ha cominciato a tremare e si è resa conto che l'unica reale paura era quella relativa al proprio ruolo di madre.
Perchè, ha pensato, tutto è sostituibile: una moglie, un'amante, un'amica, ma una madre proprio no.
E' il post, però, di chi si è improvvisamente risvegliata nelle meraviglie della normalità: della cena da preparare, nel bagnetto da fare, nel lavoro speciale che fa ogni giorno senza ringraziare abbastanza per la fortuna che la vita le ha donato.
E' il post, dunque, di chi è ancora un pò in sospeso, ma di chi ha preso una porta in faccia e si è resa conto che, qualunque sia la situazione, la vita è ora ed è "normalmente" incredibile così.
lunedì 15 novembre 2010
Di intuizioni ginecologiche
Papera, tu lo vorresti un fratellino?
No
Vuoi rimanere sola con mamma e papà ?
Si, tellino nella panscia.
Nella pancia?
Ma....come...dove sta il fratellino?
Nella panscia, mamma, nella panscia!
E che fa nella panscia? (si indica il pancino)
La pappa
Come fa la pappa?
Co' le sise, le sise mamma!
...
Mia figlia è avanti.
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lunedì 1 novembre 2010
Gelosia, seconda parte
Questa non l'avevo considerata.
Ho imparato a "tollerare" la gelosia di quei mesi in cui Papera si sbracciava per raggiungere il padre, mentre a me a mala pena mi degnava di uno sguardo.
E' stato molto difficile, considerato l'innamoramento che ho da sempre provato per la mia bambina, ma ho perseguito quelli che mi sembravano i miei obiettivi: darle sicurezza, esserci anche quando ero stanchissima e anche quando lei mi sbatteva in faccia la sua identità femminile alle prese con la conquista del maschile.
Per mesi mi sono anche aiutata con il sapere, con quel poco di intellettualizzazione che funziona in questi casi. E' etologico, mi dicevo, ed, in più, evidentemente Papera mi può dare talmente per scontata che si può permettere di cercare altro.
Non che queste frasi mi abbiano granchè aiutato, perchè c'è sempre pur stata quella vocina (anche intellettuale) che mi diceva che, comunque, lei, in un certo senso e almeno in quel momento, mi stava rifiutando.
Ma ho lavorato su me stessa e ho tollerato alla luce di questa nuova esperienza che ti dà la maternità: metter la felicità e la serenità di qualcun altro prima della tua.
.
Poi crescendo la vita mi ha dato ragione e Bambola, conquistatosi il suo papà, si è potuta permettere un attaccamento esplicito a sua mamma, in cui ha potuto verbalizzare anche il suo disagio nella separazione, eccetera.
.
Ora, però, mi sembra che la piccola stia un "tantinello" esagerando, anche ammettendo la ricerca di un Edipo un pò precoce ed un pò troppo esplicito:
"Mamma, bbia, bbia"
"Devo andare via?"
"Si, bojo papà"
"Papà sta ancora a lavoro"
"Papààààà...(pianto)"
"Ma c'è la mamma qui con te"
"Noooo, bojo papàààà (aripiange)"
.
"Bella di mamma, vieni qui che ti stropiccio tutta"
"No, papà"
"Ma dai, dammi un bacino"
...
"Ahi! Bambola, ma mi hai dato un morso, mi hai fatto male!"
"Eh eh eh (ride soddisfatta)"
"Bambola, non si danno i morsi, figurati alla mamma"
"Bashta, bashta, ssitta, bojo papà"
.
Aiuto.
martedì 26 ottobre 2010
Ti amo, mamma
"Ti Amo"
"Come?"
"Mamma, ti amo"
"Oddio, che commozione...anche io ti amo, Papera, ti amo tanto"
"Ti amo, ti amo" (ride)
(rido con emozione)
"Ti amo, Papera; che bello, chiamiamo tutti e raccontiamolo"
"Papà, senti che dice tua figlia"
"Ti amo, papà...eh eh eh" (ride)
"Ma tu sei un genio, un'illuminata"
Ah, penso tra me, io sì che ho cresciuto una figlia con facilità alla elaborazione delle emozioni. Lei le può esternare, le può verbalizzare...ah, che bambina.
...
Poi apro internet e osservo con attenzione gli ultimi video visti da Papera.
.
Ah !
venerdì 15 ottobre 2010
Manipolatrice 2
Dedicato ai seguaci di "fate la nanna".
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E' vero, noi siamo partiti da qui e, più o meno, siamo ancora allo stesso punto, ma lo sviluppo verbale di Bambola non aiuta.
Come si fa quando una bambina, una prosciuttina di due anni, ti chiama nel cuore della notte e dice:
"Mamma, maaaaaammaaaa"
"Si, bambola, che c'è?"
Apre gli occhi, tende le braccia:
"Coccole"
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Non dormirò mai, lo so.
giovedì 14 ottobre 2010
Manipolatrice
Il papà : "Bambola, vieni a fare colazione"
"No, pappa, no"
"Dai, che è tutto pronto, vieni"
"NO! NO! NO!"
Comincia a urlare
"Non fare i capricci e smetti di urlare"
"NOOOOOOOOO"
"Bambola, dai, finiscila e non mi fare arrabbiare!"
.
(silenzio)
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"Papà?"
"Si?"
(tono seduttivo) "Papà...sc'hai l'occhi tu, sc'hai l'occhi blu" "Ehm...come?"
"Belli, sc'hai l'occhi belli"
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venerdì 8 ottobre 2010
I papà e le mamme (gli uomini e le donne?)
Le mamme devono essere accudenti
Le mamme devono essere tranquille
Le mamme devono organizzare
Le mamme devono gestire
Le mamme devono lavorare
Le mamme devono stare a casa ad accudire i figli
Le mamme devono cucinare
Le mamme devono pensare alla spesa
Le mamme devono giocare
Le mamme devono addormentare
Le mamme devono curare
Le mamme devono accudire i papà
Le mamme devono superare i sensi di colpa e la depressione
Le mamme devono essere simpatiche
Le mamme devono essere combattive
Le mamme devono, devono, devono...
.
I papà devono lavorare
I papà devono....
...
CI si aspetta altro da loro? Veramente?
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Vabè, il tono è volutamente provocatorio (ma anche no), ma ho appena litigato con il papà di Papera il quale, nonostante sia uomo sensibilissimo ed accudente, evidentemente a volte non riesce proprio ad allontanarsi dalla propria identità di genere così come si è costruita in questo paese. E allora, dopo essere stato via quasi una settimana (per lavoro, per carità, però sempre è stato via) durante la quale io mi sono beccata da sola: la mia influenza, l'influenza di Papera, l'inserimento al nido dalla mattina, il mio lavoro e la relativa gestione in tandem di nonni e baby sitter causa assenza paterna e tutti i salti mortali che mi hanno portato a dover lavorare anche di sabato mattina e le solite nottate insonni di Papera, mi dice che "si è organizzato e se ne va a nuotare"....
...
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sabato 2 ottobre 2010
La borsa delle mamme

Questo è un periodo troppo veloce, non gli sto dietro.
Sento di arrancare su tutti i fronti: Papera, lavoro, casa. Vado sempre per uno e mi perdo sempre qualcosa.
Il fatto , poi, che Papera ancora non dorma tutta la notte certamente non aiuta la lucidità e la capacità di essere presente a me stessa. Ma qui la situazione comincia a prendere una brutta piega.
.
L'altro giorno ho raggiunto il minimo storico.
Vado al supermercato di corsa e, per grazia ricevuta, da sola (cioè senza Papera al collo). Papera rimane a casa con i nonni ed io, per ottimizzare i tempi, penso che posso tranquillamente andare con la tuta che indosso perchè, aò, sto pure al supermercato mica a una conferenza.
Alla cassa una tipa mi fa: "signora, ha qualcosa attaccato alla caviglia"
Abbasso lo sguardo ed, in effetti, mi accorgo di avere qualcosa di nero che fuoriesce dai pantaloni e sta scivolando sul piede.
Innocente mi chino per raccogliere la cosa accorgendomi, TROPPO TARDI, che trattasi del tanga nero che indossavo il giorno prima e che deve essere rimasto nella tuta quando sono andata a dormire e mi sono cambiata per indossare le sexissime mutande della nonna (ormai pezzo forte della mise abituale delle mie notti insonni).
Dunque, afferro il tanga davanti agli sguardi di tutte le sciùre di Roma sud e, con fare vago ma imbarazzatissimo, lo infilo nella borsa.
.
Ora, al di là della necessità di disapprovazione per il mio comportamento sempre più trascurato e anche un pò schifoso, un mio sguardo stranamente sveglio osserva il contenuto della mia borsa del momento la quale, dunque, contiene:
- il portafoglio di pelle bianca ancora macchiato di un cappuccino di tre mesi fa
- tampax sfusi (di cui uno aperto)
- un paio di mutandine di Papera pulite (originariamente) del periodo più "pericoloso" nello spannolinamento di questa estate
- carte di biscotti vari di Papera (i Privolat)
- carte dei biscotti ai cereali di Papera
- biscotti Privolat ed ai cereali, sfusi
- numero imprecisato di rossetti
- tutte le fatture mediche esistenti sulla faccia della terra
- tutti gli scontrini esistenti nel sistema solare
- calzini di Papera (un paio)
- il tanga di cui sopra
- rifiuto organico appiccicoso non meglio identificato (paura, paura, paura)
- macchinetta anti asma per me
.
-bottiglietta di Amuchina gel
.
-confezione di salviette umidificate ormai perlopiù secche
.
-il timbro per le fatture
.
-una maglietta sporca di Papera
.- deodorante completamente inutile
- mazzi di chiavi (mie, di mia madre, della macchina, di riserva della macchina, di mia nonna, della bici)
- ombretto marrone
.
-un ciuccio
.- numero imprecisato di liste della spesa
- appunti riunione di luglio
- listino tariffe nido Papera
- cellulare
.
-cicciobello mini con relativo mini biberon
- sabbia (???) e briciole some base
.
Ho veramente raggiunto, e superato con l'accuso, la soglia della decenza...qui bisogna correre ai ripari.
sabato 18 settembre 2010
Differenze di Genere
Il papà di Papera è, in un certo senso, un uomo all'antica: non approva, ma, soprattutto, non si sente a suo agio, nel mostrare le sue nudità alla figlia, ora appena dueenne. Ogni qualvolta lei entra in bagno, il padre si riveste, sobbalzando e cercando di coprire il "misterioso aggeggio".
.
Ho cercato di fargli notare che un atteggiamento del genere rischia di creare un tabù dove non ce ne sarebbe bisogno, ma tant'è. Il risultato di ciò è che Papera ha visto me e se stessa nude, ma mai un uomo.
.
Questa estate, al mare, i vicini di ombrellone, hanno un figlio maschio, coetaneo di Papera: Alessio.
La mamma di Alessio cambia il costumino al bambino e il bimbo rimane nudo davanti a Papera.
Lei sgrana gli occhi, poi mi guarda e indica il "piccolo e-ancora-misterioso aggeggio": "cos'èee?"
"Piso", fa lui
"Piso?", commenta Papera
"Si, Piso, eh !"
"Ahh....Sc'hai bua 'a patatina?"
.
Ho cercato di fargli notare che un atteggiamento del genere rischia di creare un tabù dove non ce ne sarebbe bisogno, ma tant'è. Il risultato di ciò è che Papera ha visto me e se stessa nude, ma mai un uomo.
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Questa estate, al mare, i vicini di ombrellone, hanno un figlio maschio, coetaneo di Papera: Alessio.
La mamma di Alessio cambia il costumino al bambino e il bimbo rimane nudo davanti a Papera.
Lei sgrana gli occhi, poi mi guarda e indica il "piccolo e-ancora-misterioso aggeggio": "cos'èee?"
"Piso", fa lui
"Piso?", commenta Papera
"Si, Piso, eh !"
"Ahh....Sc'hai bua 'a patatina?"
mercoledì 15 settembre 2010
Io ho sonno
Ore 7, lettone, dopo una nottata di risvegli continui.
"Mamma, Io ho sonno"
"Uhm????!!!"
"Io ho sonno"
"Bambolina, (sbadiglio) brava, la tua prima frase (sbadiglio) costruita ...ronf"
"IO HO SOOOONNO"
"E ho capito, anche io ho sonno"
"No, IO ho sonno"
"Ho capito, ma anche IO ho sonno"
"NOOOOO, IO ho sonno"
"Ma, scusa, non posso avere sonno anche IO, dopo che mi hai fatto svegliare un milione di volte stanotte?"
"NO!"
"Ah"
...Bella cosa, l'egocentrismo infantile.
"Mamma, Io ho sonno"
"Uhm????!!!"
"Io ho sonno"
"Bambolina, (sbadiglio) brava, la tua prima frase (sbadiglio) costruita ...ronf"
"IO HO SOOOONNO"
"E ho capito, anche io ho sonno"
"No, IO ho sonno"
"Ho capito, ma anche IO ho sonno"
"NOOOOO, IO ho sonno"
"Ma, scusa, non posso avere sonno anche IO, dopo che mi hai fatto svegliare un milione di volte stanotte?"
"NO!"
"Ah"
...Bella cosa, l'egocentrismo infantile.
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