sabato 2 ottobre 2010

La borsa delle mamme


Questo è un periodo troppo veloce, non gli sto dietro.

Sento di arrancare su tutti i fronti: Papera, lavoro, casa. Vado sempre per uno e mi perdo sempre qualcosa.

Il fatto , poi, che Papera ancora non dorma tutta la notte certamente non aiuta la lucidità e la capacità di essere presente a me stessa. Ma qui la situazione comincia a prendere una brutta piega.

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L'altro giorno ho raggiunto il minimo storico.

Vado al supermercato di corsa e, per grazia ricevuta, da sola (cioè senza Papera al collo). Papera rimane a casa con i nonni ed io, per ottimizzare i tempi, penso che posso tranquillamente andare con la tuta che indosso perchè, aò, sto pure al supermercato mica a una conferenza.

Alla cassa una tipa mi fa: "signora, ha qualcosa attaccato alla caviglia"

Abbasso lo sguardo ed, in effetti, mi accorgo di avere qualcosa di nero che fuoriesce dai pantaloni e sta scivolando sul piede.

Innocente mi chino per raccogliere la cosa accorgendomi, TROPPO TARDI, che trattasi del tanga nero che indossavo il giorno prima e che deve essere rimasto nella tuta quando sono andata a dormire e mi sono cambiata per indossare le sexissime mutande della nonna (ormai pezzo forte della mise abituale delle mie notti insonni).

Dunque, afferro il tanga davanti agli sguardi di tutte le sciùre di Roma sud e, con fare vago ma imbarazzatissimo, lo infilo nella borsa.

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Ora, al di là della necessità di disapprovazione per il mio comportamento sempre più trascurato e anche un pò schifoso, un mio sguardo stranamente sveglio osserva il contenuto della mia borsa del momento la quale, dunque, contiene:

- il portafoglio di pelle bianca ancora macchiato di un cappuccino di tre mesi fa

- tampax sfusi (di cui uno aperto)

- un paio di mutandine di Papera pulite (originariamente) del periodo più "pericoloso" nello spannolinamento di questa estate

- carte di biscotti vari di Papera (i Privolat)

- carte dei biscotti ai cereali di Papera

- biscotti Privolat ed ai cereali, sfusi

- numero imprecisato di rossetti

- tutte le fatture mediche esistenti sulla faccia della terra

- tutti gli scontrini esistenti nel sistema solare

- calzini di Papera (un paio)

- il tanga di cui sopra

- rifiuto organico appiccicoso non meglio identificato (paura, paura, paura)

- macchinetta anti asma per me
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-bottiglietta di Amuchina gel
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-confezione di salviette umidificate ormai perlopiù secche
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-il timbro per le fatture
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-una maglietta sporca di Papera
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- deodorante completamente inutile

- mazzi di chiavi (mie, di mia madre, della macchina, di riserva della macchina, di mia nonna, della bici)

- ombretto marrone
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-un ciuccio
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- numero imprecisato di liste della spesa

- appunti riunione di luglio

- listino tariffe nido Papera

- cellulare
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-cicciobello mini con relativo mini biberon

- sabbia (???) e briciole some base

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Ho veramente raggiunto, e superato con l'accuso, la soglia della decenza...qui bisogna correre ai ripari.

sabato 18 settembre 2010

Differenze di Genere

Il papà di Papera è, in un certo senso, un uomo all'antica: non approva, ma, soprattutto, non si sente a suo agio, nel mostrare le sue nudità alla figlia, ora appena dueenne. Ogni qualvolta lei entra in bagno, il padre si riveste, sobbalzando e cercando di coprire il "misterioso aggeggio".
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Ho cercato di fargli notare che un atteggiamento del genere rischia di creare un tabù dove non ce ne sarebbe bisogno, ma tant'è. Il risultato di ciò è che Papera ha visto me e se stessa nude, ma mai un uomo.
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Questa estate, al mare, i vicini di ombrellone, hanno un figlio maschio, coetaneo di Papera: Alessio.
La mamma di Alessio cambia il costumino al bambino e il bimbo rimane nudo davanti a Papera.
Lei sgrana gli occhi, poi mi guarda e indica il "piccolo e-ancora-misterioso aggeggio": "cos'èee?"
"Piso", fa lui
"Piso?", commenta Papera
"Si, Piso, eh !"
"Ahh....Sc'hai bua 'a patatina?"

mercoledì 15 settembre 2010

Io ho sonno

Ore 7, lettone, dopo una nottata di risvegli continui.
"Mamma, Io ho sonno"
"Uhm????!!!"
"Io ho sonno"
"Bambolina, (sbadiglio) brava, la tua prima frase (sbadiglio) costruita ...ronf"
"IO HO SOOOONNO"
"E ho capito, anche io ho sonno"
"No, IO ho sonno"
"Ho capito, ma anche IO ho sonno"
"NOOOOO, IO ho sonno"
"Ma, scusa, non posso avere sonno anche IO, dopo che mi hai fatto svegliare un milione di volte stanotte?"
"NO!"
"Ah"
...Bella cosa, l'egocentrismo infantile.

lunedì 13 settembre 2010

Supplica a mia madre

Supplica a mia madre di Pier Paolo Pasolini


E' difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.

Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.

Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame
d'amore, dell'amore di corpi senza anima.

Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:

ho passato l'infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.

Era l'unico modo per sentire la vita,
l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.

Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.

Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

giovedì 9 settembre 2010

We are back!


Siamo tornate.

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Dopo tante peripezie, stanchezze, frivolezze, pesantezze e novità.

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La prima è che abbiamo fatto pace. Con lo scorrere del tempo, con gli errori, con la stanchezza e la paura di non godersi i momenti.

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E' tornata l'energia, la voglia di fare, ma, soprattutto, quella di pensare. Ci farò un post sopra, ma l'idea è un pò quella del corpo che, finalmente, ha "mollato la presa" per ridare spazio al pensiero, alla capacità di programmare e di fare scelte.

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E di scrivere e condividere.

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Bentrovate, mamme blogger, vi ho seguito in silenzio, senza commentare, ma sono di nuovo qui.

sabato 27 febbraio 2010

Compromessi

L'altro giorno ero a casa della mia amica L.: due figli, a distanza di 22 mesi l'uno dall'altro,, una pausa dal lavoro. Lei mi parla delle sue giornate organizzate tra bagnetti e pappe ed io non posso fare a meno di pensare a lei solo qualche anno fa: una rocchettara cultrice di musica di nicchia, una che alle spalle vanta anche una carriera da atleta di tutto rispetto, una per la quale era "cool" il ragazzo gotico, quello con 2000 peircing e 500 tatoos.

Per carità, la mamma ha sempre desiderato farlo, questo sì. Ma, partendo dalle riflessioni con lei, pensavo a quanto di noi è giusto, è il caso, è desiderabile tenere (e quanto, invece, è il caso di lasciare andare) una volta che si è saltato il "fosso della maternità".

Non vorrei essere fraintesa, non è che io creda che sia necessario lasciarsi alle spalle noi stesse nel diventare madri, anzi. E' che ho l'impressione che spesso e volentieri ciò avvenga quasi "naturalmente". E, forse, tale fenomeno è direttamente proporzionale con la percezione di un qualche tipo di fatica ad entrare nel nuovo ruolo.

Un esempio tra tutti: io sono sempre stata una sorta di teledipendente. E non me ne vergogno. Cioè, sono una persona che mai si sognerebbe di parlare male, per partito preso, della TV. Al momento non ci sono programmi che mi piacciono, va bene, ma io con la TV ci sono cresciuta, mi ha tenuto compagnia e tuttora lego tanti momenti della mia vita a qualche scena di qualche telefilm o cartone animato (un esempio tra tutti: ma voi non ricordate con nostalgia "I ragazzi del muretto"? Per me quelle scene si legano agli odori ed ai sapori della mia prima adolescenza...).

Dunque, soprattutto cartoni e telefilm. Mi piacciono, mi mettono di buon umore, mi tranquillizzano. Quando ero incinta e soffrivo di insonnia cronica, per esempio, avrò visto (e non esagero) almeno 3 volte TUTTE e dieci le serie di Friends. Ne so citare a memoria i dialoghi e, se ci fosse ancora, potrei andare a TeleMike (altro ricordo...ah, che nostalgia!).

Tornando a noi. Questo dato di me cozza con la maggiorparte delle ricerche di sviluppo infantile, per lo meno quelle che si concentrano sullo sviluppo del linguaggio, che giudicano malissimo l'esposizione dei piccoli alla "santa" TV. In pratica l'idea è che la TV passivizzi e che, non corrispondendo agli schemi interattivi del linguaggio tra persone, non ne promuova affatto lo sviluppo. Questo includerebbe anche i famosi "programmi intelligenti", apparentemente creati apposta per i bambini, che, in buona sostanza, non li aiuterebbero (anzi rallenterebbero) lo sviluppo della turnazione, la reciprocità e l'acquisizione della ricchezza tipica del linguaggio verbale reale.

Chiaro, le ricerche vanno sembre contestualizzate, considerando il campione che hanno esaminato e le altre variabili in gioco (tipo: ma quante ore stanno sti bimbi davanti alla TV? e il resto del tempo che fanno? etc...), però una domanda mi nasce spontanea: a me, che il massimo del tempo libero è starmene svenuta sul divano a guardare telefilm mentre mangio e bevo, quanto durerò nel centellinare la TV a Papera che, invece, sembra aver preso questa insana passione proprio da mammà? E quanto è giusto "fami violenza"?

Quanto di noi dobbiamo mettere a tacere se pensiamo non faccia bene ai bambini? E quanto di noi, nonostante le buone intenzioni, passa lo stesso e, guarda un pò, magari viene agito direttamente dai bambini ?

Insomma: dove sta il punto del compromesso?

lunedì 8 febbraio 2010

Facciamo musica !


Ne avevo sentito parlare tanto ed ero quantomeno incuriosita. Così, io e Papera abbiamo cominciato il corso Musica in Fasce dell'associazione italiana Gordon. Lo segnalo perchè l'esperienza merita veramente. Papera, che in altri contesti è un pò restia a seguire regole ed indicazioni, in quel contesto appare quasi un'altra: segue, non fa capricci, sembra proprio un tutt'uno con la musica che la circonda prodotta dall'insegnante/cantante/musicista (?). E mi piace molto il fatto che l'insegnante abbia parlato di "fare musica", non semplicemente di ascoltarla. E' molto bello, poi, il fatto che si faccia qualcosa insieme al genitore, che non sia il "solito" corso per sbolognare il bimbo e via. Insomma, mi preme trasmettere un pò di entusiasmo per l'iniziativa. Provate gente, provate.